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MUSICA – Gazzelle a Catania: un irresistibile sexy-pop e un live che sa di zucchero filato

Il cantautore romano Gazzelle, fenomeno dell’indie italiano, fa tappa nella città etnea con “Superbattito”, il suo album d’esordio: il racconto della serata.

Primo live a Catania. Sold out. Flavio Pardini, in arte Gazzelle, fa tappa al Ma di Catania in un freddissimo sabato di novembre: il palco e il pubblico, però, sono tutt’altro che gelidi e la serata non delude le aspettative, confermando il successo dell’artista.

Cantautore romano dalle sonorità synth-pop, Gazzelle è il nuovo fenomeno musicale della scena indie-pop italiana. In pochissimo tempo, con il suo album d’esordio “Superbattito”, prodotto da Maciste Dischi nel 2017, l’artista è diventato virale in rete, spopolando sui social e su YouTube: una voce cantilenante e quasi annoiata sono il suo marchio di fabbrica, ma l’intimità e la sincerità dei suoi testi, che – come rivela lo stesso artista – parlano di “storie infinite, di luci lontane, momenti minuscoli lasciati da qualche parte infondo alla sera, amori messi al sicuro per non farli appassire”, restano impressi nella mente e nel cuore di chi ascolta.

Il successo sui social viene ampiamente confermato dalla sala del Ma gremita di gente che, alle 23 circa, è pronta ad accogliere l’artista, assieme alla sua band, tra applausi e tanta impazienza. A scardinare subito l’idea che Gazzelle si ponga sulla falsariga di alcuni suoi colleghi della scena indie, rivelatisi poi fuochi di paglia, è una intro strumentale che lascia già presagire la portata del live. Gazzelle, che ha definito il suo disco “sexy-pop”, non si perde in chiacchiere e il concerto inizia senza dire una parola: il primo pezzo in scaletta è Balena, un inizio soft che però evidenzia subito la potenza vocale dell’artista che dal vivo, più che in studio, dà il meglio di sé.

Un rapido e timido “Buonasera a tutti, come va?” rompe il ghiaccio e poi via con i successivi pezzi, tra cui Stelle filanti e Nmrpm, che scaldano il pubblico la cui voce, a tratti, sovrasta quella dell’artista. Nell’intervallo tra i vari brani, Gazzelle non si mostra particolarmente loquace: si parla poco, ma non sempre le parole sono necessarie e l’intimità che si crea tra il palco e il pubblico lo conferma. 

D’altronde, Flavio Pardini è uno che alla sua immagine non tiene molto: dopo l’iniziale mistero intorno alla sua identità al momento dell’uscita dell’album, Gazzelle ribadisce sempre che preferisce siano le sue canzoni a parlare direttamente al pubblico. Ed effettivamente ci riescono benissimo.

Tra un Gin tonic e l’altro, il susseguirsi di brani come Meltinpot, prima della quale il cantante simpaticamente dice “Se la conoscete, fate macello!”, e di Sayonara, riconosciuta dalle primissime note e cantata a cappella dal pubblico, sancisce il successo della serata. Ma il momento migliore del live arriva con Nero, ultimo singolo dell’artista, piazzatosi in seconda posizione tra le tendenze di YouTube e vera perla musicale che conferma la spiccata, e mai scontata, sensibilità del cantautore.

Il concerto poi, che alterna momenti ritmati ad altri più malinconici con brani come Greta, Quella te e Non sei tu, non rimane avaro di sorprese e prevede anche un paio di pezzi che “non esistono” ma che, probabilmente, a breve i fan di Gazzelle avranno il piacere di ascoltare. Tra questi: Un po’ alla volta, un pezzo che la band è già solita portare ai live, e Meglio così la cui uscita è stata già anticipata da un breve estratto pubblicato sul profilo Instagram del cantautore.

Dall’interazione del pubblico, sembra che i pezzi di Gazzelle siano tutti dei singoli, ma è il ritornello ossessivo e martellante di Zucchero filato a far saltare definitivamente tutti e a precedere l’uscita della band dal palco. Manco a dirlo, però, il bis è d’obbligo e, dopo qualche minuto, l’artista risale sul palco riproponendo tre dei brani più amati: Nero, Sayonara e Meltinpot.

Con un timido “Vi voglio bene, rega’! Ci vediamo presto” e con un reggiseno rosso rinvenuto sul palco si chiude così un live che, nella sua semplicità e senza troppe pretese, lascia col sorriso sulle labbra. La scuola romana, ormai regina indiscussa della scena indie-pop italiana, vince ancora.

A proposito dell'autore

Antonietta Bivona

Dottore di ricerca presso l'Università di Catania e giornalista pubblicista. È direttrice responsabile della testata giornalistica LiveUnict.

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