
Esami e ansia sono spesso associati indissolubilmente nella mente di ogni studente universitario. Per sconfiggere gli effetti dell’ansia e mettersi al riparo dallo stress, c’è chi si affida al gesto scaramantico di conservare tra i libri un santino. Il santo più adatto da invocare a questo scopo? San Giuseppe da Copertino, decisamente.
Pensieri catastrofici che si susseguono uno dopo l’altro, previsioni funeste, mal di stomaco e mancamenti sono alcuni dei sintomi più frequenti che ogni universitario ansioso sperimenta prima di un esame. Non è una condizione che colpisce lo studente solo qualche ora prima della fatidica prova, ma può presentarsi anche mesi prima, perseguitando lo sciagurato anche durante il sonno.
Tanti e personalissimi i metodi per scampare a questa serie di malesseri, tra i più ortodossi: yoga e meditazione, esercizi di respirazione e accarezzare per ore il proprio animale domestico. Spesso però si ricorre anche a metodi più scaramantici o ci si affida alla tradizione di rimettersi nelle mani di qualche santo.
In quest ultimo caso, l’intervento di nonne e zie si fa alquanto pressante. Ed eccole ricordare al nipote-studente di indossare la collana del battesimo; accendere una candela; recitare le preghiere per i defunti: “Così ti stanno accanto mentre ripeti al professore”. E poi ci sono i santini.
Per alcuni studenti sono compagni immancabili fin dalle elementari: sotto il banco o dentro il diario, nella tasca dei pantaloni o dentro il portacolori, loro c’erano, a fare compagnia nelle ore più difficili dello studente. Ognuno ha il suo santo di riferimento, ma nel caso di richiesta intercessione per superare un esame, la tradizione vorrebbe che si facesse riferimento a san Giuseppe da Copertino, il santo degli studenti. Non lo conoscete? Male, perché se i vostri esami non sempre sono stati brillanti, il motivo potrebbe proprio consistere nell’aver invocato il santo sbagliato. Da oggi sapete a chi rivolgervi. San Giuseppe da Copertino, proprio come molti universitari, nutriva una grande passione nei confronti del suo ambito di studi, ma mancava della dovuta istruzione. Nonostante questa difficoltà, ottenne il dono della scienza infusa, riuscendo a superare in maniera prodigiosa gli esami per diventare sacerdote.
Sperare di ricevere il dono della scienza infusa forse è un po’ pretenzioso, ma si può provare comunque a constatare gli effetti di portare agli esami un santino di san Giuseppe da Copertino e aspettare che la grazia avvenga; magari dopo essersi spesi adeguatamente sui libri.
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