
La risposta dell’Università degli Studi di Catania sul caso del prof. Randazzo in seguito alle vicende degli ultimi giorni, che l’hanno visto coinvolto e indagato nell’operazione “Chiamata alle Armi” del pm Paolo Barlucchi di Firenze.
È arrivata da pochi minuti la risposta dell’ateneo di Catania circa la querelle che sta coinvolgendo in prima persona il prof. Francesco Randazzo del dipartimento di Giurisprudenza. Indagato, tra le 59 persone, nella vicenda dei concorsi truccati sollevata dal pm fiorentino, ma senza alcuna limitazione, così come si legge dalle righe dell’Università di Catania:
L’Università di Catania precisa che il prof. Francesco Randazzo, professore ordinario di Diritto tributario nel dipartimento di Giurisprudenza, non è stato destinatario di alcuna misura di interdizione o di limitazione delle sue funzioni da parte degli organi della magistratura inquirente. Nel caso in cui l’indagine, attualmente in corso, dovesse fornire ulteriori sviluppi, l’Ateneo – che sta vigilando attentamente sui fatti riportati nei giorni scorsi da tutti gli organi di stampa, nell’attuazione dei principi e valori espressamente affermati nel proprio Codice etico – attiverà le procedure disciplinari previste dalla legge in questi casi, a garanzia della comunità accademica.
Stamane, inoltre, un gruppo di studenti aveva sigillato simbolicamente la stanza del prof Randazzo a Villa Cerami, chiedendo a gran voce una posizione da parte dell’Ateneo catanese che, nel pomeriggio, non si è fatta attendere.
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