Sport

ECCELLENZE UNICT – Intervista a Irene Burgo, pluri campionessa di Canoa

Lo scrittore francese Jean Giraudoux una volta disse: “Lo sport consiste nel delegare al corpo alcune delle più elevate virtù dell’animo.” A portare in alto le sue più elevate virtù è Irene Burgo, studentessa di Scienze Politiche e relazioni Internazionali dell’Università degli Studi di Catania che a soli 22 anni registra nel suo palmares più di 40 titoli a livello nazionale e internazionale. 

Simpatica, intelligente e caparbia, è questo il ritratto della giovane studentessa siracusana che da anni si è dedicata anima e corpo a una disciplina che è diventata la sua stessa vita: la canoa. Irene ha recentemente vinto 2 titoli Italiani (K1 Senior 1000mt e K1 Under23 1000mt) e un Bronzo in K1 500 Under23 tutto in barca singola (K1), alle finali dei campionati italiani di canoa che si sono disputati all’idroscalo di Milano. Un’eccellenza UNICT che si va ad affiancare ad altri colleghi altrettanto prodigiosi, come Daniele Garozzo e Rossella Fiamingo. Come ha sottolineato Irene: “Noi studenti-atleti abbiamo un modo diverso di vedere le cose rispetto a chi fa ruotare la propria vita solamente attorno allo studio. Però, probabilmente, il giorno della mia Laurea l’emozione sarà grandissima e forse potrò paragonarla a quella della vittoria di una medaglia.”

Ai microfoni di LiveUniCT, la campionessa Irene ha raccontato un po’ di sé, delle sue ambizioni e della sua vita divisa tra studio e sport. “Lo studio procede di pari passo alla canoa e si incastra tra un allenamento ed un altro – afferma la campionessa -. Non vi nascondo che è dura mettersi a studiare con la stanchezza dovuta a un lungo allenamento o al rientro di una lunga trasferta, ci vogliono impegno ed una forte motivazione che mi portano a pensare che finché ne ho la possibilità voglio sfruttare tutte le opportunità che la vita mi offre. Per me studiare all’Università è un privilegio, non tutti possono permetterselo, quindi cerco sempre di farlo al massimo delle mie possibilità anche se a volte mi rammarico di non essere in regola con gli esami perché purtroppo la vita da atleta ti costringe a stare spesso fuori casa e non ti permette di essere presente a lezione o agli appelli.”

Uno dei ricordi a cui Irene tiene molto risale al 2010: “A soli 15 anni ho vinto la Medaglia d’Argento ai Campionati Europei di Mosca. Ero la più piccola di tutte e gareggiavo contro ragazze di 17-18 anni – ricorda Irene -. E’ stata una medaglia che sulla carta era impossibile da raggiungere, però adesso posso dire che le gare non si vincono sulla carta ma si vincono con la grinta in acqua, la voglia di lottare e soprattutto con la motivazione giusta per farlo. Anche se gareggiavo contro avversarie tostissime, fisicamente il doppio di me, non mi sono mai scoraggiata e ci ho sempre creduto, mi sono concentrata ed ho fatto una gara perfetta vincendo poi l’Argento. Dopo quella ci sono state tantissime altre vittorie, anche molto più prestigiose, come quelle in Coppa del Mondo o ai Campionati Europei Senior, però per me quella gara resta sempre il miglior ricordo, l’incipit da dove è iniziata la mia carriera da atleta seria.”

In quanto donna giovane e talentuosa, Irene dice la sua sulla discriminazione di genere nello sport: “Devo dire che durante la mia carriera sportiva non ho mai dovuto affrontare discriminazioni di questo genere perché sia a livello maschile che a livello femminile le gare hanno lo stesso valore ed i vincitori di entrambe le categorie sono messi sullo stesso piano.

Tuttavia – aggiunge la campionessa – sento spesso che in qualche gara minore ci sono differenze tra i premi di un uomo e quelli di una donna. Per intenderci: il vincitore della categoria maschile prende un premio in denaro e la vincitrice della categoria femminile riceve un importo molto minore o addirittura non lo riceve. Questa è una cosa vergognosa, che mi provoca rabbia e tristezza. L’assurda giustificazione che viene data è che la categoria maschile è più numerosa rispetto a quella femminile e quindi la gara maschile ha più valore. Da non crederci, è un assurdità. L’élite dello sport italiano parla al femminile: basti pensare alla Pellegrini, alla Pennetta, alla Vezzali e potremmo continuare l’elenco all’infinito. Sono tutte donne che hanno portato e portano ancora l’Italia sul tetto del mondo e sull’Olimpo dello sport. Come si può pensare di discriminare i settori femminili quando in Italia sono i veri e propri pilastri dello sport in generale?

Per concludere, Irene ci parla dei suoi progetti, non solo sportivi, e dei suoi sogni nel cassetto: “Il mio progetto a breve termine è laurearmi e spero di farlo al più presto possibile. Mi mancano le ultime quattro materie per terminare. Dopo la Laurea Triennale continuerò sicuramente gli studi con una Laurea Magistrale, non so ancora quale scegliere però mi piacerebbe continuare il percorso degli Studi Internazionali poiché questo settore mi piace molto e un domani, a carriera sportiva finita, potrebbe aiutarmi ad iniziarne una prestigiosa all’interno della Polizia di Stato. Ritengo che lo studio sia una delle cose essenziali per uno sportivo perché ti aiuta a differenziare la concentrazione dallo sportconclude la studentessa – ti attiva parti della tua mente che per molto tempo sono abituate a focalizzarsi solo su una cosa e nel mio caso è la canoa.”

Palmares di Irene Burgo

Dal 2009 al 2017 = 42 volte Campionessa d’Italia in K1- 2010: Argento agli Europei Junior di Mosca in K2 1000mt- 2011: Oro agli Europei Junior di Zagabria in K2 1000mt- 2012: Bronzo agli Europei Junior di Montemor (Portogallo) in K4 500mt- 2015: Bronzo agli Europei Senior di Racice (Rep. Ceca) in K1 1000mt- 2015: Argento agli Europei Senior di Racice (Rep. Ceca) in K1 5000mt- 2015: Argento alla Coppa del Mondo Senior di Duisburg (Germania) in K1 1000mt – 2016: Bronzo alla Coppa del Mondo Senior di Racice (Rep. Ceca) in K1 1000mt – 2016: Bronzo alla Coppa del Mondo Senior di Racice (Rep. Ceca) in K1 5000mt.