SPORT – Tra università e scherma, Daniele Garozzo: “Ecco cosa significa essere uno studente atleta”

Daniele Garozzo, oro ai mondiali di Mosca 2015 e alle Olimpiadi di Rio 2016, si sta preparando alle nuove sfide sportive del 2017, ma non smette di studiare Medicina e Chirurgia e di pensare alla sua terra, la Sicilia. Ecco l’intervista esclusiva rilasciata a LiveUniCT.

Daniele ed il fratello Enrico

Siamo appena entrati nel 2017. Qual è il tuo bilancio del 2016 e quali sono i tuoi prossimi impegni per quest’anno?

Dal punto di vista schermistico è stato l’anno migliore della mia carriera, veramente ho visto realizzare il sogno di una vita e sono felicissimo di quello che ho fatto nel 2016. Se dal punto di vista sportivo ho dato tanto, dal punto di vista accademico ho tralasciato molto quella che è la mia altra attività: ho dato una sola materia e ho trascurato del tutto medicina. Di questo me ne dispiaccio, però so anche che fa parte del corso naturale delle cose perché non avevo tanto tempo da dedicare agli studi. Quindi, per il 2017 l’obiettivo è cercare di conciliare al meglio lo sport con lo studio; spero di riuscire ad arrivare al mio obiettivo principale, che sarà il Mondiale di Lipsia a luglio, nel meglio della forma e cercare di realizzare quella che sarebbe una doppietta storica, ma allo stesso tempo spero di continuare a dare esami a medicina.

Sei un campione olimpico, ma fuori dalla pedana sei un giovane studente universitario. Come vivi questi due aspetti della tua vita? Qual è la routine di uno studente e atleta?

La routine è molto scandita. Un atleta deve avere una routine per ottenere risultati, vivere bene e restare in forma e a maggior ragione per me che ho anche una vita da studente. Purtroppo, ci tengo a dirlo, non riesco ad essere “efficace”, poiché sono studente al terzo anno fuori corso e mi mancano due esami del secondo anno. Sono un poco in difficoltà però pian piano sto dando le materie. Perciò devo cercare di essere più performante, stare attento alla routine, scandire molto i tempi della mia giornata e cerco di non sgarrare mai. Ogni piccola cosa che può sembrare una sciocchezza deve essere programmata, come andare al supermercato. Ho bisogno di almeno due/tre ore al giorno per studiare così come nel periodo standard ho bisogno di sei ore e mezza /sette di allenamento.

Ti hanno certamente chiesto in altre interviste come è nata la tua passione per la scherma. Ora ti chiediamo: chi o quale evento ti ha spinto a scegliere di studiare medicina?

È vero, sicuramente è una scelta ed è una bellissima domanda. Diciamo che per me è una passione, sono cresciuto con un papà medico, già questo un pochino ti indirizza. Sin da piccolo papà mi faceva vedere le cassette del cartone animato Esplorando il corpo umano, quello è stato il primo passo che ricordo per questa scelta. Chiaramente la cosa è poi venuta col tempo, mi sono reso conto che le materie verso cui provavo più interesse erano quelle scientifiche e “mediche”, anche se al liceo non se ne affronta nessuna in maniera approfondita. Insomma coltivavo più interesse verso la biologia, la chimica, in parte anche verso la fisica e poi mi interessava il mondo della medicina. Così poco poco ha maturato questa scelta.

Come tanti altri ragazzi siciliani anche tu sei uno studente “fuori sede”. Cosa porti sempre con te della Sicilia e cosa, di contro, cambieresti della tua terra e della mentalità dei siciliani?

Porto con me tantissime cose, a partire, banalmente, da moltissimi quadri che si trovano in casa mia da quando avevo 18 anni e rappresentano la mia città, Acireale, Santa Maria la Scala. Sono i ricordi della mia terra. Porto con me in maniera più intrinseca quelli che sono i valori di noi siciliani. Noi siamo molto testardi e questo, in uno sport come la scherma, mi ha permesso e ci ha permesso di fare grandi risultati. Quello che cambierei, invece, è una su tutte la voglia di lamentarsi senza agire che vedo tra i ragazzi della mia generazione. Troppe parole e troppo poche azioni. Io lo vedo anche qui a Frascati dove vivo e nel resto d’Italia, ma in Sicilia questo difetto è molto spiccato.

In diverse occasioni hai dichiarato la tua ammirazione per altri atleti, anche di sport diversi dal tuo. Invece, relativamente al mondo della cultura (dal cinema ai libri) e dell’impegno sociale e civile, chi apprezzi?

Sì, sono moltissimi. Citandone qualcuno a bruciapelo non vorrei fare un torto ad altri. Ne ho conosciute davvero tante persone in gamba e in quasi tutti gli ambiti in cui sono stato impegnato. Però, una persona con cui ho avuto modo di confrontarmi, che magari non è molto conosciuta anche se importante è il dottor Alessandro Busacchia,  Capo di Gabinetto al Ministero dell’Istruzione con l’ex ministro Giannini. Non proprio insieme, ma grazie al mio input, è stato possibile stilare un protocollo di intesa per rendere più semplice la vita agli studenti atleti di alto livello all’interno dell’Università. Devo dire che lui con un’efficacia, non italiana, ha risolto questo protocollo ponendolo agli atti del MIUR in tre mesi.

Leggo tanto, anche se non sempre quello che vorrei, ma è comune con altri studenti. Del mondo della letteratura, mi piace la narrativa storica ed una delle mie preferite è la trilogia di Alessandro di Valerio Massimo Manfredi, ma sono davvero tante le letture che mi piacciono. Relativamente al cinema posso dire che le risate che mi fa fare Checco Zalone non me le fa fare nessuno, così come un attore un po’ più serio che ritengo in gamba è Edoardo Leo.

In bocca al lupo per tutto a Daniele!

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