UNIVERSITÀ – Studente fuori sede in affitto, conosci i tuoi diritti?

La ricerca di una stanza in affitto per gli studenti fuori sede è sempre una delle questioni più difficili da diramare. Se non sei una matricola, avrai già fatto esperienze di appartamenti ridotti in pessime condizioni. Se sei una matricola la ricerca di una stanza sarà una delle più faticose questioni che dovrai risolvere. In qualunque caso essere a conoscenza dei propri diritti in ambito di affitto è un passo necessario per poter fronteggiare con maggiore coscienza l’ardua ricerca della stanza perfetta, o quasi. 

Le spese da fronteggiare durante il percorso universitario sono parecchie: tasse di iscrizione, libri da acquistare, spese per gli spostamenti, vitto e non ultimo, il costo dell’affitto. Alcune di queste uscite possono diventare più leggere richiedendo borse di studio e finanziamenti e provando ad ottenere un posto letto nella casa dello studente. Ma chi non rientra nelle graduatorie deve comunque fare in modo di ridurre le spese. Tuttavia il risparmio non deve essere l’unico criterio, specialmente quando si è uno studente fuori sede e bisogna cercare una stanza. Il prezzo degli affitti, che varia a seconda della città scelta, è sicuramente uno degli indici da tenere sott’occhio, ma a cos’altro bisogna prestare attenzione?

In primo luogo alla tipologia del contratto. Dalla sua natura derivano una serie di diritti e doveri che ogni studente fuori sede dovrebbe conoscere. La legge 431/98  prevede la possibilità di stipulare 2 tipi di contratto. Il primo, completamente libero ed il secondo, ad affitto contrattato, che è quello in cui ricade una speciale forma di contratto, rivolta proprio agli studenti universitari. Questa tipologia contrattuale è caratterizzata da una durata minima di 6 mesi e massima di 36 mesi e può essere sottoscritto solo da studenti fuori sede. Lo studente affittuario è “responsabile in solido”. Questo significa che è tenuto a pagare il canone e gli oneri condominiali, anche nel caso di recesso anticipato. Quindi, se per qualsiasi motivo lo studente decide di sciogliere il contratto prima del termine fissato o prima di dare l’adeguato preavviso (come stabilito da contratto), è comunque tenuto a pagare canone e uscite inerente le spese condominiali. Come evitare tali spese? La legge prevede una soluzione: trovare un altro studente che subentri al proprio posto. In questo caso al proprietario basterà semplicemente comunicare le generalità del nuovo inquilino all’autorità di pubblica sicurezza e il vecchio inquilino potrà lasciare la casa, senza dover pagare canone e spese condominiali.

In secondo luogo è bene prestare attenzione ad alcune caratteristiche dell’abitazione. Per legge questa deve rispondere determinate condizioni di abitabilità. Deve essere garantita la giusta illuminazione e aerazione; gli impianti elettrici devono essere sottobraccio e dotati di salvavita; le caldaie a gas devono trovarsi all’esterno o tutt’al più in ambienti molto aerati o dotati di un impianto di aspirazione. Inoltre, nota importante, le spese per la manutenzione competono al proprietario, eccezion fatta per quelle necessarie a seguito di danni operati dagli inquilini.

In un epoca in cui tanto si parla di privacy, è bene sapere anche che per legge il proprietario di casa non può introdursi in casa senza preavviso o permesso. Inoltre, al termine del contratto, è tenuto a restituire la caparra agli studenti affittuari, ma può anche utilizzarla in toto o in parte per riparare danni all’appartamento causati dagli inquilini. 

Durante la ricerca della stanza ideale, lo studente fuori sede facilmente si imbatterà in qualche proprietario di casa che propone il pagamento in nero di una parte o di tutto il canone affittuario. Nella maggior parte dei casi dichiarerà che l’evasione va anche a vostro vantaggio. In tal caso è meglio tenere a mente che un contratto regolarmente stipulato permette ai genitori dello studente di detrarre dall’Irpef il 19% del canone di locazione, con l’opportunità di arrivare ad un rimborso fino a 500 euro l’anno. In più si aggiunge l’occasione di poter ridurre l’imposta di registro del 30%. Nel caso il proprietario non voglia stipulare un contratto regolare, lo studente può comunque procedere alla sua registrazione anche in assenza del proprietario.

In tutela dei diritti degli studenti affittuari operano le associazioni dei consumatori e degli inquilini, i sindacati ed infine la Guardia di Finanza, a cui è possibile rivolgere segnalazioni nel caso il comportamento del proprietario di casa violi uno dei diritti degli studenti affittuari.

 

Chiara M. Emma

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Chiara M. Emma

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