LAVORO – Domanda di disoccupazione 2017: la procedura da seguire

 Richiedere la disoccupazione può sembrare una procedura difficile. In realtà basta solo conoscere i passaggi fondamentali e i sussidi da richiedere. La Naspi (Nuova Prestazione di Assicurazione Sociale), è questo il nuovo  sussidio di disoccupazione introdotto dal Jobs Act. Ecco i requisiti, l’importo e i documenti necessari per effettuare la richiesta a fronte delle novità introdotte nel 2017.

Per poter fare domanda è necessario provare il proprio stato di disoccupazione. Nel caso di lavoratori interessati da licenziamenti collettivi, dal 1 giugno non sarà più erogala loro l’indennità di mobilità ma la Naspi. Grazie alle nuove regole della Jobs Act possono presentare domanda tutti i lavoratori che hanno involontariamente perso il proprio lavoro per ricevere sussidio durante la ricerca di un altro lavoro.

I requisiti necessari sono:

  • essere in possesso dello stato di disoccupazione;
  • avere versato nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione almeno tredici settimane di contribuzione;
  • aver maturato almeno trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Per richiedere lo stato di disoccupazione, invece, è necessario essere privo di qualsiasi occupazione, anche saltuaria, stagionale o occasionale.  È necessario essere immediatamente disponibile a occupare una nuova posizione lavorativa consegnando al Cpi i documenti necessari, e mostrare di essere attivi nella ricerca di una nuova occupazione. Il disoccupato dovrà presentarsi di persona presso il Centro per l’Impiego, con i seguenti documenti:

  • carta d’identità o documento di riconoscimento valido;
  • copia del contratto di lavoro;
  • per i disoccupati stranieri verrà richiesto anche il permesso di soggiorno e un indirizzo abitativo.

È importante non svolgere nessuna mansione per mantenere lo stato di disoccupazione, recandosi ogni anno al Centro per l’impiego per confermare lo status.

Per calcolare l’importo dell’indennità di disoccupazione occorre dividere il totale delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicare il quoziente così ottenuto per il numero 4,33.

La durata dell’indennità per i disoccupati varia in base alla storia contributiva del lavoratore e in linea di massima è pari alla metà delle settimane di contributi versati nei quattro anni precedenti al licenziamento. I sussidi non possono comunque essere superiori a due anni e il lavoratore smette di percepirli quando ha terminato l’ammontare che gli spetta, ha cominciato un nuovo lavoro, non è più sulle liste di disoccupazione o inizia a percepire una pensione.

Dal 2017, con la riforma del mercato per coloro che percepiscono la Naspi si erogano degli assegni di ricollocamento per pagare i servizi d’impiego o le agenzie per il lavoro. Questo bonus è rivolto a:

  • contribuenti disoccupati che hanno già usufruito della Naspi;
  • contribuenti che, a seguito della fruizione della Naspi, risultano essere comunque disoccupati da oltre 4 mesi.

L’assegno Naspi è compreso tra 1.500 euro e i 3.000 o 4.000 euro nei casi più complicati.

 

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