
Nove concorsi delle forze armate sono finite sotto il mirino della procura di Napoli per reati contro la pubblica amministrazione.
Un’inchiesta che sta verificando tutte le irregolarità del caso e che porta alla luce il sospetto di ricorsi ad aiuti dall’interno. Al momento ci sono ventiquattro decreti di perquisizione che hanno interessato altrettante persone coinvolte a vario titolo. Diversi i reati ipotizzati: induzione indebita a dare o promettere utilità, concussione e corruzione per istigazione.
A tal proposito, sono stati sequestrati documenti, computer, pen drive, telefoni cellulari, supporti informatici, carte di identità e provvedimenti di nomina delle commissioni o delle persone deputate a svolgere un ruolo nelle procedure di selezione e nella redazione delle graduatorie di merito.
Ad occuparsi del caso, la procura di Napoli, sezione diretta dall’aggiunto Alfonso D’Avino, con fascicolo a firma del pm Stefania Buda.
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