
Nel dettaglio, il DDl prevede un corso di 120 ore, 30 di lingua straniera e 20 di scienze dell’alimentazione. Il corso si conclude con un esame pratico -teorico e l’iscrizione all’ albo. Questo per tutelare la figura del pizzaiolo che ad oggi “rappresenta un lavoratore fantasma privo di titoli giuridicamente efficaci dal punto di vista professionale”.
Il disegno di legge ha suscitato le polemiche delle associazioni dei pizzaioli che vedono nel ddl 2280 un tentativo di concentrare nelle mani di pochi il business della pizza ,creando così una casta.
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