Sempre più curvy model, in posa per Nike per sponsorizzare i capi sportivi

Dopo l’immenso successo delle curvy model su internet e su Instagram, anche la Nike rivoluziona la visione del corpo femminile, adottando per l’account Instagram “Nikewomen” modelle curvy per sponsorizzare i propri capi sportivi.

Una vera sfida al mercato della moda e dell’abbigliamento, già a partire dal lavoro di tantissime modelle che non si vergognano di sfilare in passerella, mostrando le loro sinuose, ma non eccessive curve. Già da un po’ di tempo, queste hanno conquistato il web e i social più famosi, lanciando il loro slogan “Con le forme, ma in salute”. Evidente la critica ai modelli di bellezza sbagliati, lanciati molto spesso da agenzie di moda e pubblicità, che spesso finiscono con l’indurre moltissime ragazze nel pericoloso tunnel dei disturbi del comportamento alimentare.

Adesso anche la Nike, nota azienda di abbigliamento sportivo, decide di utilizzare modelle in carne per sponsorizzare reggiseni sportivi. Questi modelli di reggiseno dovrebbero infatti garantire la comodità e l’adattamento al corpo anche delle ragazze più in carne e con taglie più abbondanti, così da permettere loro movimenti flessibili e sportivi senza alcun disagio. Dovrebbero essere infatti gli indumenti ad adattarsi al corpo e non il corpo agli indumenti.

Si tratta di un messaggio che relativizza lo stesso concetto di “corpo perfetto”, mostrando come anche una donna curvy può allenarsi ed essere in forma, senza necessariamente riempirsi di muscoli o ridursi pelle e ossa. Le modelle scelte dalla Nike per la propria campagna sono Paloma Elesser, della Muse Menagement, e l’insegnante di Yoga, Clare Fountane.

Questo tuttavia non implica l’assunzione di comportamenti alimentari sbagliati per raggiungere il modello curvy: nell’account Instagram “Nikewomen” le modelle in carne, infatti, si affiancano ad altre, ognuna con il proprio corpo, unico e diverso dalle altre. Se d’altronde si vuole relativizzare il concetto di perfezione nel corpo femminile, non si può lanciare un modello univoco, ma bisogna puntare alla valorizzazione della diversità del corpo di ogni donna e a campagne volte all’adozione di stili di vita salutari che riguardino l’alimentazione e la corretta attività fisica, senza che queste possano ovviamente costituire un’ossessione.

 

Roberta Costanzo

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