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CATANIA – Lega Nord e costruttori dell’identità siciliana contro il Museo Egizio

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Negli scorsi giorni avevamo scritto delle notizia circa la proposta fatta dal Sindaco Enzo Bianco per l’apertura di una sede distaccata del Museo Egizio a Catania.

La proposta è stata ben accolta dai cittadini catanesi e dalla presidente del Museo Egizio di Torino, Evelina Christillin, che ha già informato il Ministero dei Beni Culturali mostrando il suo entusiasmo  e disponibilità per l’apertura di una nuova sede del Museo Egizio di Torino,  come è già avvenuto per il Louvre che ha aperto una sede distaccata a Lens.

L’idea è quella di creare un raccordo tra la sede storica di Torino e la sede distaccata di Catania, garantendo il brand dal punto di vista della gestione e dello stile.

Ma è sorta una polemica da parte della Lega Nord, che per voce del capogruppo in  consiglio comunale a Torino, Fabrizio Ricca, ha manifestato tutte le perplessità di concedere beni e reperti appartenenti al Museo Egizio, chiedendo un question time urgente per avere informazioni dal Sindaco Fassino su questa eventualità e minacciando proteste di piazza nonostante la proposta sia ancora in cantiere ed in fase di approvazione da parte di Ministero delle Attività e dei Beni Culturali ma soprattutto dalla Soprintendenza.

Secondo il capogruppo Ricca “invece  di costringere l’Egizio a decentrare l’esposizione ci si attivi immediatamente affinché si trovi lo spazio per esporre i reperti ora custoditi nei depositi”. E se alla fine si attuasse questo trasferimento, conclude Ricca, “ci sdraieremo davanti alle porte del museo per impedire il trasferimento”.

L’Assessore alla Cultura del Comune di Catania, Orazio Licandro, ha commentato su Facebook, dicendo che contro la sede del museo egizio a Catania si saldano due opposti leghismi, da un lato quello della Lega Nord che non vorrebbe fare esporre i beni custoditi a Torino in una sede del Sud, e dall’altro quello dei costruttori dell’identità siciliana secondo cui il patrimonio della Sicilia è già ricco di opere e anziché importarle da altre parti, bisognerebbe valorizzare meglio le risorse di cui disponiamo.