Un altro cervello italiano in fuga, Roberto Carlino approda alla Nasa

«No, l’Italia non fa per me»: sono sempre di più, purtroppo, i ragazzi che pensano o pronunciano questa frase. Perché? Perché nel nostro Bel Paese non c’è posto per loro, perché la nostra terra non concede opportunità, perché l’Italia non può – o non vuole – garantire loro il futuro per cui si sono battuti attraverso anni di studi e sacrifici.

La storia di Roberto Carlino è emblematica. Classe 1989, Roberto nasce e cresce a Fuorigrotta, un quartiere dell’area occidentale di Napoli, con un sogno: fare l’ingegnere aerospaziale. Si iscrive alla Federico II e riesce a laurearsi In Ingegneria aerospaziale (laurea magistrale) a 23 anni con il massimo dei voti, la lode e la menzione della commissione. Come ogni laureato inizia lo straziante iter per cercare lavoro: invia il suo curriculum ovunque, all’Agenzia spaziale italiana, alla Thales Alenia Space, al Centro italiano ricerche aerospaziali. Nella maggior parte dei casi non riceve risposte e quei pochi che rispondono lo liquidano con un lapidario “ci dispiace, c’è la crisi“; nessuno in sostanza ha voluto concedergli un colloquio.

Roberto però non molla. Prosegue i suoi studi con un master a Roma e assieme ad uno dei professori riesce ad organizzare un viaggio per visitare le più importanti aziende spaziali americane, tra cui la Nasa in California. Quel viaggio gli offre l’occasione di presentare un progetto per una missione spaziale a cui aveva avuto modo di lavorare durante il master. Conclusa questa parentesi americana rientra in Italia: ancora nessuna opportunità. Decide quindi di scommettere su se stesso tentando l’impossibile: non aveva nulla da perdere. Invia il suo curriculum proprio alla Nasa, alle stesse persone cioè che avevano assistito alla sua presentazione. Qualche settimana prima della fine del master accade il miracolo: riceve una e-mail da parte della Nasa che gli comunica che lo avevano accettato per un tirocinio di 6 mesi. Non si tratta di uno dei tanti tirocini non retribuiti che ti offrono in Italia ma di un signor tirocinio retribuito con uno stipendio di 3.750 dollari.

Roberto decide di lasciare la sua terra, i suoi affetti per inseguire il suo sogno. Alla Nasa gli hanno già prolungato il contratto: “Tornare a casa? L’Italia, Napoli, le porto nel cuore. Ma qui ho un futuro, lì no. Mi hanno appena prolungato il contratto. No, l’Italia non fa per me“.

 

 

Paola Giordano

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