Caso farmacia: inquinamento e decessi. Presentata richiesta di assoluzione

Si è svolta venerdì 4 aprile l’udienza riguardante il caso dei veleni nella facoltà di Farmacia dell’Università di Catania. Imputato il professore Giuseppe Ronsisvalle, preside di Scienze farmaceutiche e componente della commissione sicurezza, insieme a Giovanni Puglisi e a Francesco Paolo Binna, assistiti dai legali Pietro Nicola Granata e Carmelo Galati. Il collegio giudicante, presieduto da Ignazia Barbarino, gli ha concesso di rilasciare dichiarazioni spontanee, prima di procedere alle arringhe.

Innanzitutto il preside di facoltà ha descritto i luoghi, sottolineando che la principale motivazione per cui le scale e i pavimenti appaiono evidentemente corrosi nelle foto scattate nel 2011 è la pessima qualità del marmo. Inoltre non è da tralasciare il fatto che lo spazio aperto, che versa nelle medesime condizioni, è un punto di passaggio di pesanti apparecchiature, ed è soggetto a infiltrazioni d’acqua. Il docente ha specificato che il dipartimento fu il primo a ricevere notizia e ad applicare le direttive del 1995 per i laboratori chimici, oltre a distribuire manuali agli studenti, redatti da coloro che frequentavano il dottorato di ricerca nel medesimo Dipartimento. In seguito, la precisione e la cautela a cui ha fatto riferimento il professore Ronsisvalle non è venuta meno, data l’approvazione da parte dell’Università di numerosi altri atti, in termini di sicurezza.

Sono stati citati degli esempi a dimostrazione della cura con cui si è, nel corso degli anni, rimediato agli eventuali problemi: nel 1998, a seguito di una segnalazione avente ad oggetto un odore di acetone proveniente dal laboratorio del secondo piano, sono stati tenuti una serie di incontri da parte della commissione sicurezza; in particolare, durante il secondo, si stabilì di ispezionare i sifoni degli scarichi, di controllare le cappe e i relativi sistemi di aspirazione, in modo da individuare la matrice della maleodoranza sì da porvi rimedio. Il risultato si ebbe nel 2001, quando si ipotizzò che essa probabilmente proveniva da rifiuti tossico nocivi versati nei lavandini, le cui tubature conducevano nel seminterrato.

A rendere il tutto più complicato influisce altresì il sistema “particolare” della cittadella universitaria catanese, in quanto le cappe di aspirazione gettavano l’aria nel sistema di ventilazione degli uffici, come indicato dal penalista Granata; il quale prosegue affermando innanzitutto che è normale percepire degli odori particolari trovandosi in un laboratorio chimico,  e in secondo luogo che non è detto che tali odori fastidiosi siano nocivi, ma anche in tal caso gli operatori del dipartimento si sono sempre mossi con cura e attenzione, segnalando loro stessi le strane esalazioni, in quanto erano i primi a frequentare quegli ambienti, a respirare quella presunta aria malsana e, di conseguenza, nell’ipotesi in cui sia configurabile un reato, a potersi considerare più vittime che carnefici.

Ultimo punto su cui si sofferma l’avvocato riguarda il dato statistico secondo il quale gli studenti deceduti mostravano forme di tumori diversi tra di loro, e le indagini condotte nell’area catanese e tra la sua popolazione non evidenziano differenze numeriche significanti rispetto alle percentuali riscontrate nel corso degli anni tra gli abitanti della provincia colpiti dalla malattia.

Una prova valida sarebbe stata dimostrare che le condutture degli edifici del dipartimento fossero fatiscenti e confluivano tutte nel terreno, ma i consulenti del p.m. non hanno trovato nulla; motivo per cui, al di là del clamore mediatico che la vicenda ha sollevato, non sussistono gli estremi per poter parlare di inquinamento ambientale. E’ così che conclude la sua arringa, ed è su queste argomentazioni che basa la proposizione della richiesta di assoluzione per il proprio assistito.
La prossima udienza è fissata per venerdì 6 giugno, durante la quale proseguirà la discussione. La sentenza di primo grado è dunque prevista per l’estate o per il prossimo autunno, in quanto, secondo il calendario delle udienze future, si presume che le repliche si terranno durante il mese di luglio.

Laura Paglia

Proofreading e Autrice Nata a Caltagirone ma innamorata di Catania, dove frequenta la facoltà di Giurisprudenza, dopo essersi diplomata al Liceo Classico, ha fin da piccola mostrato una particolare attitudine per la scrittura in tutti i suoi aspetti; approfitta al volo della possibilità offertale dalla redazione catanese per confrontarsi col mondo del giornalismo e per sperimentare concretamente un ambito che la affascina da anni; mette così al servizio del giornale telematico le competenze acquisite durante i suoi studi e la sempre presente passione per la scrittura, cercando di affinare al meglio le capacità coltivate, perché misurare se stessi e mettersi alla prova è la base per il raggiungimento dei propri obiettivi.

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