Piazza Europa: errore orrore catanese, parola all’esperto

Parole che sembrano schiaffi alla memoria della vecchia cara piazza Europa, quelle di Marisa Falcone, esperta in diritto ambientale e della salute sul caldissimo tema della “nuova Piazza Europa” che pare proprio non sia piaciuta a nessuno.

Foto di Fiorella Manciagli

Quale significato ha assunto secondo lei la riapertura di un luogo tanto caro ai catanesi? 
L’inaugurazione di un cantiere aperto da parte di un sindaco che cinge la fascia tricolore ha il sapore della beffa verso tutti i cittadini. Ma la beffa è ancora più grave quando si vuole fare passare un parcheggio per un’area verde attrezzata da utilizzare come luogo di passeggio e svago. Avere tentato malamente di decorare una colata di cemento armato con pianticelle già ingiallite e ritagli di prato preconfezionato è un tentativo mal riuscito di far dimenticare quella che era precedentemente una delle più belle terrazze sul mare di Catania.

Quale secondo lei lo scenario che i catanesi dovranno aspettarsi una volta aperto il parcheggio? 
Appena il parcheggio sarà utilizzato dalla bocca che si apre al centro del manufatto usciranno i miasmi delle marmitte che appesteranno l’aria con i gas tossici emessi massimamente al momento dell’accensione e dell’uscita. Come si può pensare di proporre un simile luogo come luogo in cui i bambini possono giocare, i neonati possono essere condotti in passeggino, i cittadini possono sedersi a conversare?

Dott.ssa Marisa Falcone

Lei è un’esperta in diritto ambientale e della salute: di cosa ha davvero bisogno Catania? 
Catania è una città ad altissimo tasso di inquinamento ambientale che avrebbe urgente bisogno di seri polmoni verdi con alberi in grado di depurare l’aria. Le malattie legate all’inquinamento ambientale sono in preoccupante crescita ed il Sindaco, che è tutore della salute pubblica, deve attivarsi seriamente.

Oggi, guardando Piazza Europa, oltre ad una suggestiva frase (“bella minchiata”), cosa vede? 
Finte aree verdi, piante ingiallite, pseudosedili in cemento troppo bassi e scomodi per essere fruibili da tutti e dei dislivelli che rendono difficoltoso il transito di chi è portatore di disabilità e tanti rischi legati a muretti sormontati da vetrate poco percepibili da chi è ipovedente. Il rischio cementificazione appare incombere pericolosamente su questa città, tanto distratta da non accorgersi di cosa si stava perpetrando in piazza Europa e tanto distratta da non avere ancora pienamente compreso che cosa si sta per perpetrare alla Playa minacciata da un ineffabile PUA che vuol farsi passare per un centro culturale polifunzionale e che semmai realizzato snaturerà irrimediabilmente tutto il litorale. Opere entrambe che la dicono lunga sulla sensibilità ambientale, urbanistica e culturale di chi le ha commissionate e di chi le ha concepite.

Federica Campilongo

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Federica Campilongo

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