SALUTE – È possibile “svapare” nelle università? Lo spiega il prof. Polosa

“Svapare” è un neologismo della lingua italiana di cui non tutti forse conoscono il significato; eppure, è una delle parole più utilizzate tra i giovani, in riferimento all’emissione di vapore prodotto dalla e – cig, meglio nota come sigaretta elettronica, che da qualche anno si affianca alla sigaretta tradizionale .

La  e – cig  è un dispositivo elettronico, dotato quindi di una batteria interna ricaricabile, che simula sia l’emissione della nuvola di fumo, sia l’atto respiratorio, proprio come una normale sigaretta. Sebbene molti studenti universitari siano in possesso di essa, ancora oggi non è chiara la possibilità di utilizzarla entro i locali degli atenei italiani. Per avere maggiori informazioni, chiediamo al prof. Riccardo Polosa, tra i massimi studiosi nazionali sulla e – cig, qualche delucidazione in merito.

Il prof. Polosa

In merito alla presenza di una specifica normativa che regoli l’uso delle sigarette elettroniche nelle aule universitarie, il prof. Polosa precisa : “Attualmente, secondo la Legge n. 8 novembre 2013, n. 128, l’uso della sigaretta elettronica è vietato nei locali chiusi e ‘nelle aree all’aperto di pertinenza delle istituzioni del sistema educativo di istruzione e di formazione’, quindi vale anche per le università. Chiunque violi tale divieto è soggetto alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dalla legge”.

Il discorso, tuttavia, sembra essere diverso per l’utilizzo in altri spazi pubblici: “Rimane la possibilità per gli esercenti o per i gestori di sale e ristoranti, così come per le aziende, di dare indicazioni sulla possibilità o meno di “svapare” in pubblico”.

Un ulteriore dubbio, sorge relativamente ai rischi per la salute che la sigaretta elettronica potrebbe arrecare, specie negli ambienti chiusi; anche in questo caso, il professore ci spiega : “ Per quanto riguarda l’utilizzo di e-cig negli ambienti chiusi, invece, già diversi studi – condotti anche da me ed in collaborazione con i ricercatori della Lega Italiana Anti Fumo – hanno dimostrato che il vapore emanato dalle e-cig (chiamato anche vapore passivo) non è nocivo per le persone e non modifica la qualità dell’aria degli ambienti chiusi”.

E se la sigaretta elettronica interferisse con altre apparecchiature elettroniche? Dipende dalle circostanze, dovremmo dire. Ma anche in questo caso, ci rivolgiamo al nostro esperto: “Non è possibile che l’hardware possa interferire con apparecchiature elettroniche o elettromedicali a meno che non sia dotato di gadgets (come bluetooth e wifi). Però è anche vero che, spesso, dipende dalla sensibilità del tipo di dispositivo, ad esempio sui treni è vietato usare e-cig anche perché potrebbero interferire con i rilevatori di fumo”.

Luciano Simbolo

Aspirante giornalista, praticante studente, occasionalmente musicista. Collaboratore dal 2016, studia Lettere moderne presso il DISUM di Catania. I tre imperativi fondamentali? Scrivi, viaggia, suona ma senza dimenticare la pizza e lo sport.

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