MEDICINA A ENNA – Inizia l’anno accademico con una lettera di diffida del Miur

Lunedì mattina c’è stata la cerimonia d’apertura dell’Università di Medicina romena a Enna. Il tutto è stato presenziato dall’assessore all’Istruzione Bruno Marziano e dal segretario regionale del Partito democratico Fausto Raciti. La mancanza dell’assessore alla Salute Gucciardi e il governatore Crocetta erano assenti in quanto non condividono l’iniziativa. Nonostante i tantissimi problemi che si sono venuti a creare precedentemente all’apertura, il presidente dell’Università Kore di Enna, Cataldo Salerno, ha salutato i 44 studenti, inizialmente erano 66 iniziali, che hanno superato il test di romeno, tutti seduti in camice bianco in attesa dell’inzio dell’avventura.

Parallelamente all’iniziativa, il Miur ha prontamente inviato una lettera a studenti e famiglie affermando che il titolo, eventualmente consentito, non avrebbe alcun valore. Ricordiamo, inoltre, che anche i tre rettori siciliani si erano schieranti contro l’apertura dell’università. 

“La Prefettura di Enna ha comunicato a questo Ministero che in data 14 dicembre 2015 si è svolta presso tale sede una cerimonia di apertura dell’a.a. 2015/2016 della facoltà di Medicina e Farmacia dell’Università Rumena Dunarea de Jos Galati le cui attività didattiche, relative a corsi di area medico-sanitaria, saranno svolte presso locali reperiti dalla Fondazione Proserpina S.r.l.

A tale riguardo, si ritiene necessario informare studenti e famiglie che, anche a tutela della qualità degli studi universitari, l’attivazione di corsi universitari sul territorio nazionale da parte delle Università, italiane o estere, è consentita soltanto subordinatamente all’adozione di un provvedimento di accreditamento da parte del Ministero su conforme parere, fra l’altro, dell’Agenzia nazionale di valutazione (ANVUR). Nessun accreditamento è stato concesso dal Ministero per l’attivazione a Enna di corsi in area medico-sanitaria alla sopraindicata Università Rumena, né tanto meno può essere destinataria di un simile provvedimento la citata Fondazione Proserpina s.r.l.

Si evidenzia pertanto che eventuali titoli rilasciati all’esito di tali corsi non avrebbero alcun valore né a fini accademici né ai fini professionali e non potrebbero essere riconosciuti né da altro Ateneo né da altra Autorità pubblica. Questo Ministero ha già provveduto a diffidare l’Università Dunarea de Jos Galati e la Fondazione Proserpina e sta provvedendo, con la collaborazione anche dell’autorità giudiziaria, a ogni possibile azione al fine di ricondurre questa spiacevole situazione nell’alveo della legalità”.

Non è mancata la risposta da parte della fondazione Proserpina: 

“Non possiamo non registrare come, ancora una volta il Ministero cerca di confondere la realtà dei fatti, nel tentativo di instillare insicurezza negli studenti e nelle loro famiglie, circa la validità del titolo che sarà conseguito al termine del corso di studi universitario, utilizzando argomentazioni che nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti e, soprattutto, con il vigente quadro normativo comunitario.

In ogni caso torniamo a ribadire che il titolo di studio non è e non sarà rilasciato dal Fondo Proserpina srl ma, bensì, dalla stessa Università Dunarea de Jos che non ha aperto a Enna nessuna filiale ma, bensì, una “estensione didattica in aula remota” nel rispetto del diritto di stabilimento sancito dal Trattato per il funzionamento dell’Unione Europea e, per tale ragione, non necessita di alcun tipo di accreditamento da parte del Ministero italiano, in quanto già dotato dei necessari accreditamenti da parte del Governo della Romania e dell’Unione Europea.

Ci auguriamo, inoltre, che il MIUR metta lo stesso impegno e la stessa foga con la quale si interessa alla vicenda dell’estensione romena a Enna, ad altre iniziative, come quella portata avanti dall’università di Sofia in collaborazione con il CEPU.”

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