LA MIA SICILIA: cannoli, granita e a Catania… mi hanno scippato!

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Dopo diversi anni di assenza, Eriko si prepara a rimettere piede in una delle terre più calorose (e rumorose) d’Italia: la Sicilia. In vista della sua partecipazione al festival “La Sicilia abbraccia il Giappone” a Palermo, la celebre creator giapponese ha deciso di condividere i ricordi che hanno segnato i suoi precedenti viaggi tra Catania e Siracusa.

Dalle prelibatezze culinarie agli shock culturali più inaspettati, ecco com’è la Sicilia vista attraverso gli occhi di chi viene dal Paese del Sol Levante.

Il lato dolce: ospitalità e sapori

Il legame tra Eriko e la Sicilia è iniziato nel 2011, e il primo impatto è stato un mix di calore umano e cibo indimenticabile.

Un’accoglienza “preoccupata”

In Giappone la discrezione è tutto, ma in Sicilia Eriko ha scoperto un nuovo tipo di affetto: quello che passa per lo stomaco. “Le persone si preoccupavano costantemente se avessi mangiato,” racconta sorridendo. Un’ospitalità travolgente che l’ha fatta sentire subito a casa.

La granita: un legame inaspettato con Nagasaki

Se i cannoli si trovano ormai ovunque, la vera granita siciliana resta un miraggio altrove. Eriko ha confessato il suo amore per quella al pistacchio, notando una curiosa somiglianza con il Milky Shake di Nagasaki: entrambi si mangiano col cucchiaino e hanno una consistenza che conquista al primo assaggio.

Lo “Shock” Culturale: oltre il Folklore

Non tutto è stato rose e fiori. Vivere la Sicilia per una giapponese significa anche scontrarsi con abitudini diametralmente opposte a quelle di Tokyo o Osaka.

Lo scippo: un ricordo da film

Uno dei momenti più brutti risale a un vecchio festival a Catania. Mentre camminava verso l’albergo, Eriko è stata vittima di uno scippo in motorino.

“È stato un secondo, mi hanno tagliato la tracolla. Per fortuna non avevo il passaporto, ma il cellulare era nuovo!” Un episodio che oggi racconta con un sorriso (paragonandolo a una scena di un film), ma che l’ha spinta a essere molto più cauta per il prossimo viaggio.

Il “caos” sonoro e gli orari impossibili

Due cose mettono a dura prova la pazienza giapponese:

  1. Il volume della voce: “Sembrava che stessero litigando, parlavano l’uno sopra l’altro!”. Per chi è abituato al silenzio dei mezzi pubblici nipponici, il vivace chiacchiericcio siciliano è stata una vera sfida sensoriale.

  2. La gestione del tempo: cenare alle 22:00? Iniziare un concerto con un’ora e mezza di ritardo? Per un giapponese — abituato a cenare alle 18:00 e alla puntualità spaccata al secondo — è stato uno degli aspetti più difficili da digerire.


Prossima fermata: Palermo

Nonostante i piccoli “traumi” del passato, l’amore per l’isola resta intatto. Eriko tornerà in Sicilia il 16 maggio come ospite a Palermo. Sarà un’occasione per creare nuovi ricordi, sperando che questa volta il caos sia solo quello gioioso di una festa e che la granita sia, come sempre, all’altezza delle aspettative.

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