Nuova scossa ai piedi dell’Etna
Torna a tremare la terra nel territorio di Linguaglossa, alle pendici dell’Etna. A cinque giorni dal terremoto di Ferragosto, una nuova scossa è stata registrata questa mattina nella stessa area, riaccendendo l’attenzione sull’attività sismica del vulcano. Il terremoto è avvenuto alle 7.47, con una magnitudo di 3.1, ed è stato localizzato a circa 10 chilometri a sud-ovest del centro abitato, a una profondità di 2 chilometri. Si tratta di un evento meno intenso rispetto alla scossa del 15 agosto, quando la magnitudo aveva raggiunto 3.9, ma caratterizzato ancora una volta da una profondità molto ridotta.
Terremoto a Linguaglossa, riattivata la faglia Pernicana
La nuova scossa si è verificata nella stessa zona interessata dal terremoto di Ferragosto, dove si trova la faglia Pernicana, una delle strutture tettoniche più importanti dell’area etnea. Secondo quanto spiegato dall’Ingv, la faglia è coinvolta nei movimenti del versante nord-orientale dell’Etna e può riattivarsi in relazione agli spostamenti della massa magmatica all’interno del vulcano. Gli eventi sismici registrati nella zona devono quindi essere interpretati tenendo conto della particolare dinamica dell’area etnea, caratterizzata dall’interazione tra attività vulcanica e movimenti della struttura del vulcano.
La scossa dopo la ripresa dell’attività dell’Etna
Il nuovo terremoto arriva inoltre dopo una ripresa dell’attività dell’Etna registrata nella giornata di ieri. L’attività è iniziata all’alba e si è successivamente ridotta nel corso della giornata. Al momento, secondo le informazioni disponibili, il vulcano si trova in una fase di quiete per quanto riguarda l’attività esplosiva dai crateri sommitali. La coincidenza temporale tra attività vulcanica e terremoti nella zona rende particolarmente importante il monitoraggio costante da parte degli istituti scientifici, che osservano sia l’evoluzione dell’attività dei crateri sia la sismicità associata ai movimenti del vulcano.
Magnitudo 3.1, cosa sappiamo del terremoto
La scossa di questa mattina ha avuto una magnitudo 3.1 ed è stata localizzata a soli 2 chilometri di profondità . La posizione superficiale dell’evento è un elemento caratteristico della sismicità dell’area etnea e può rendere il terremoto percepibile anche a distanza dall’epicentro. La scossa odierna è comunque risultata meno forte di quella registrata il 15 agosto, quando un terremoto di magnitudo 3.9 aveva interessato la stessa area. La nuova sequenza conferma quindi l’importanza di seguire l’evoluzione della sismicità nell’area di Linguaglossa, senza però confondere la presenza di terremoti locali con un’indicazione automatica di una nuova eruzione o di un aumento imminente dell’attività vulcanica.
Etna, monitoraggio costante nell’area di Linguaglossa
La situazione resta quindi sotto osservazione. La faglia Pernicana rappresenta una delle principali strutture sismogenetiche dell’Etna e la sua attività è strettamente legata alla complessa dinamica del vulcano. La nuova scossa di magnitudo 3.1, registrata cinque giorni dopo quella di Ferragosto, si inserisce in questo quadro e arriva dopo una giornata caratterizzata da una temporanea ripresa dell’attività vulcanica. Per comprendere l’evoluzione dell’Etna sarà fondamentale valutare l’andamento complessivo dei parametri monitorati dagli esperti nelle prossime ore e nei prossimi giorni, piuttosto che considerare il singolo evento isolatamente.












