Si sono concluse pochi minuti fa le le celebrazioni per il IX Centenario della traslazione delle reliquie di Sant’Agata, con la messa di ringraziamento che ha visto, ancora una volta, il busto reliquiario e lo scrigno esposti sull’altare maggiore prima di dare al popolo di Catania l’arrivederci a febbraio. Sono stati 3 giorni intensi, culminati nelle solenni celebrazioni guidate dal cardinale Pietro Parolin, Legato Pontificio nominato da Papa Leone XIV. Per questa occasione, si sono ripercorse le tappe del 1126, grazie ai soldati Gisliberto e Goselmo che riuscirono a riportare le spoglie di Agata nella sua città .
Il ricordo dello sbarco e il cammino del popolo
Le celebrazioni sono entrate nel vivo il 16 agosto con il passaggio delle reliquie ad Aci Castello, luogo legato alla memoria dello sbarco storico. Nella suggestiva cornice di piazza Castello si è svolta una veglia di preghiera in memoria dell’arrivo di Sant’Agata, prima del rientro delle sacre spoglie a Catania.
All’alba di lunedì 17 agosto, migliaia di fedeli si sono radunati in piazza del Rotolo per dare inizio a un vero e proprio pellegrinaggio comunitario. A differenza delle processioni tradizionali, i devoti con il sacco bianco hanno accompagnato le reliquie lungo il litorale, per poi percorrere corso Italia e via Etnea fino alla Basilica Cattedrale, dove il cardinale Parolin ha proceduto al rito di incoronazione del Busto Reliquiario dopo che l’Arcivescovo di Catania, Monsignor Luigi Renna, ha riposto il Sacro Cranio al suo posto.
La Messa in piazza e il messaggio di Parolin
Il momento di massima partecipazione si è registrato durante il Solenne Pontificale presieduto dal Cardinale Pietro Parolin in piazza Duomo. Oltre seimila fedeli hanno assistito alla Messa all’aperto, un evento d’eccezione che ha superato la consueta cornice interna della Cattedrale.
Durante l’omelia e nei messaggi ufficiali trasmessi dalla Santa Sede, è stato evidenziato il valore del martirio di Agata come testimonianza di speranza, carità e “vittoria della grazia sulla violenza”. Il Cardinale Parolin ha ricordato come Catania veneri a buon diritto la martire non solo come patrona, ma come presenza viva nell’identità della comunità .
Ostensione straordinaria e vicinanza ai cittadini
L’edizione del centenario ha visto anche una prolungata ostensione pubblica del reliquiario nelle giornate del 21 e 22 luglio per consentire la venerazione individuale a cittadini e pellegrini. Un momento di profondo significato civico ed ecclesiale che, pur richiedendo una complessa gestione della sicurezza e dei flussi in centro storico, ha riaffermato il legame viscerale tra la città dell’Elefante e la sua Santa Patrona.
Stamattina la chiusura delle celebrazioni
L’ edizione del IX Centenario ha visto un altro appuntamento inedito, quello di stamattina in cui, ancora una volta, Sant’Agata è uscita dal suo sacello per la messa di ringraziamento, con le operazioni di entrata e di uscita che stavolta si sono svolte a porte aperte. Al termine della Santa Messa, sono stati consegnati gli attestati alle 27 famiglie dei bambini battezzati con il nome di Agata nel corso dell’anno Giubilare. Il Busto Reliquiario, nella sua veste dopo il recente restauro, ha fatto già rientro nel sacello, ma l’attesa di devoti e fedeli è già tanta, in vista delle consuete celebrazioni di febbraio.












