Il governo regionale siciliano torna a pieno organico con una nuova fase politica che segna un riassetto degli equilibri interni e il rafforzamento di alcuni settori chiave dell’amministrazione. Oggi a Sala d’Ercole si formalizza il giuramento dei nuovi assessori scelti dal presidente Renato Schifani, un passaggio che chiude una fase di interim e riporta la giunta alla sua composizione completa, in un momento in cui la programmazione politica e amministrativa guarda già ai prossimi anni della legislatura.
Un rimpasto politico per rafforzare la squadra di governo
Oggi pomeriggio, alle ore 15:00, a Sala d’Ercole all’Assemblea regionale siciliana, è previsto il giuramento dei nuovi assessori regionali nominati dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani lo scorso 29 aprile. Si tratta di un passaggio politico significativo che segna il completamento della giunta regionale, rimasta incompleta negli ultimi mesi con alcune deleghe affidate ad interim allo stesso governatore. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la squadra di governo in una fase cruciale della legislatura, in vista del percorso che accompagnerà la Sicilia verso le elezioni regionali del 2027, e di ricompattare anche gli equilibri politici della maggioranza.
I nuovi ingressi: profili tecnici e ritorni politici
A giurare saranno tre nuovi assessori con profili differenti tra esperienza istituzionale e competenze tecniche. Nuccia Albano, medico legale e consulente di tribunali e procure siciliane, torna alla guida dell’assessorato della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, incarico già ricoperto in passato. Elisa Ingala, commercialista e già assessore comunale a Caltanissetta, oltre che amministratore giudiziario di aziende sequestrate, assume la delega alla Funzione pubblica e alle Autonomie locali. Completa il quadro Marcello Caruso, ex coordinatore regionale di Forza Italia ed ex amministratore pubblico a Palermo, che prende il posto di Daniela Faraoni alla guida dell’assessorato alla Salute, uno dei settori più delicati e strategici dell’intera macchina regionale.
Il contesto politico e la strategia di Schifani
Le nuove nomine arrivano in un contesto politico complesso, segnato da equilibri da ricostruire e dalla necessità di dare stabilità all’azione di governo. Le deleghe erano rimaste nelle mani del presidente della Regione dal 10 novembre scorso, in una fase di transizione che ha rallentato la piena operatività degli assessorati coinvolti. Con questo rimpasto, Schifani punta a “ripristinare la giunta al completo”, come lui stesso ha sottolineato, per accelerare l’attuazione degli impegni assunti con i siciliani e rendere più efficace l’azione amministrativa nell’ultima parte della legislatura. Una scelta che si inserisce anche nel tentativo di ricompattare la maggioranza e ridefinire gli equilibri interni del centrodestra regionale.
Un passaggio che apre anche al dibattito politico
Il giuramento dei nuovi assessori non è solo un atto formale, ma rappresenta un passaggio politico che inevitabilmente apre interrogativi e discussioni sull’assetto della giunta e sulle scelte del governo regionale. Il ritorno di figure politiche consolidate, insieme all’ingresso di profili tecnici, segna una linea di continuità ma anche di aggiustamento interno, che punta a rafforzare settori chiave come sanità, politiche sociali e pubblica amministrazione. Resta ora da capire quale impatto avranno queste nuove nomine sull’efficienza dell’azione di governo e sugli equilibri politici interni alla maggioranza, in una fase in cui ogni decisione viene letta anche in chiave pre-elettorale.












