Un vitello meticcio di tre quintali come “primo premio”. Succede a Calatafimi Segesta, in provincia di Trapani, dove l’Associazione Ceto Massari ha inserito un animale vivo nel regolamento della lotteria per i festeggiamenti del Santissimo Crocifisso. La notizia, riportata dall’ANSA, ha fatto rapidamente il giro dell’isola, sollevando un polverone digitale che ha coinvolto migliaia di utenti anche all’ombra dell’Etna.
I dettagli del sorteggio
Nonostante le proteste delle associazioni animaliste, gli organizzatori hanno confermato la validità dell’iniziativa. Il regolamento parla chiaro: il vincitore del primo premio si aggiudicherà l’animale in carne e ossa. Il Sindaco di Calatafimi ha difeso la scelta, definendola una “tradizione storica” e sottolineando che, tecnicamente, non viola la legge regionale siciliana n.15/2022, poiché il vitello non rientra nella categoria degli animali d’affezione. ll piano della Brambilla per rivoluzionare lo status degli animali in Italia
La reazione dei social: tra sdegno e ironia etnea
Se da un lato l’OIPA ha inviato una diffida formale parlando di un “anacronismo inaccettabile”, è sui social che la polemica si è accesa, trovando terreno fertile anche tra i catanesi. I commenti si dividono nettamente in due fazioni:
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Il fronte del “No”: moltissimi catanesi hanno espresso sdegno, sottolineando l’oggettiva difficoltà di gestire un premio simile. “Siamo nel 2026, non nel 1800. Ma se lo vince uno che abita al decimo piano a Librino o in un condominio a Canalicchio, dove lo mette? In garage?” scrive un utente su Facebook. Molti puntano il dito sulla mercificazione di un essere senziente, chiedendo il sequestro dell’animale.
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I difensori della tradizione: di contro, c’è chi invita alla calma e al rispetto delle usanze rurali. “Nelle zone agricole è sempre stato così, il vitello rappresenta ricchezza e sostentamento. Non scandalizzatevi per questo se poi mangiate la carne al sangue in via Plebiscito”, ribatte un altro utente in un commento diventato virale.
Scatta la petizione online
Sulla vicenda è intervenuta con forza anche la Lndc Animal Protection. L’associazione non si è limitata alla condanna verbale, ma ha avviato una petizione pubblica sulla piattaforma Change.org (che ha gia raccolto 237 firme) per chiedere l’annullamento della lotteria o la sostituzione del premio. L’iniziativa sta raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia, con una forte partecipazione anche dalla provincia di Catania, dove i nuclei locali degli animalisti si stanno mobilitando per dare risonanza alla raccolta firme.
Il paradosso del premio
Il dibattito ha sollevato un punto critico: la gestione logistica del premio. Mentre per gli organizzatori il vitello è un simbolo di abbondanza tipico della civiltà contadina, per la sensibilità moderna — soprattutto urbana — l’idea di un’estrazione a sorte che assegna un animale vivo appare come un cortocircuito etico e pratico.
Al momento, l’estrazione rimane confermata per il prossimo 3 maggio. Resta da vedere se la pressione delle autorità e delle proteste online porterà a una conversione del premio in un più classico buono spesa o se il vitello di tre quintali finirà davvero nel giardino (o nella stalla) di un incredulo vincitore.












