La Giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo si celebra ogni anno il 7 febbraio per sensibilizzare sull’impatto di un fenomeno che colpisce milioni di giovani nel mondo, provocando gravi danni psicologici e, in casi estremi, tragedie come il suicidio. Istituita nel 2017 su iniziativa dell’Italia durante la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, grazie all’impegno del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR, oggi MIM) e dell’associazione Skuola.net, la data coincide con l’anniversario della morte di Carolina Picchio, 14enne di Novara vittima di cyberbullismo, primo caso italiano riconosciuto come tale dalla Procura.
La giornata promuove educazione, prevenzione e contrasto al bullismo attraverso campagne scolastiche, iniziative sui social media e interventi legislativi. Ogni anno il Ministero dell’Istruzione propone un tema per coinvolgere gli studenti in progetti creativi e laboratori.
In Italia, la legge 71/2017 rafforza queste azioni prevedendo obblighi per le scuole e sanzioni per i responsabili. L’UNESCO e l’OMS sostengono iniziative analoghe a livello globale, stimando che circa il 30% degli adolescenti subisca bullismo.
La giornata include flash mob, webinar, illuminazioni di monumenti arancioni, colore simbolo della lotta, e attività organizzate da associazioni come Telefono Azzurro e Save the Children, con hotline e laboratori dedicati sia alle vittime sia ai ragazzi che mettono in atto comportamenti aggressivi.
Il cyberbullismo sfrutta le piattaforme digitali per umiliazioni permanenti, minacciando privacy e autostima, e per questo la ricorrenza promuove empatia, regole di sicurezza online e segnalazioni rapide. Scuole e governi formano docenti per riconoscere segnali precoci come isolamento, ansia o cambiamenti comportamentali. L’iniziativa unisce famiglie, istituzioni e influencer nella costruzione di un mondo online più sicuro, inclusivo e rispettoso.












