Liberare le piazze storiche dal traffico per restituire gli spazi ai cittadini è un atto di civiltà necessario, ma sostituire l’ombra dei fusti ad alto fusto con la terra arida rischia di trasformarsi in un controsenso ecologico e urbanistico. Sta facendo discutere sui social e non solo l’intervento in piazza Federico di Svevia, all’ombra del Castello Ursino, che ha visto il taglio di diverse alberature sane presenti nell’area.
L’impatto sulla vivibilità della piazza
Il contrasto tra il passato recente e la situazione attuale rischia di trasformare lo slargo in una nuova isola di calore nel centro storico. Laddove prima sorgevano alberi dalle chiome rigogliose, capaci di garantire ombra naturale e mitigare le temperature estive, oggi restano soltanto tronchi segati, ceppaie a terra e ampie porzioni di terreno spianato sotto il sole.
L’appello: servono tutela del verde e ripiantumazioni
In una città chiamata ad affrontare estati sempre più torride e picchi di calore estremi, l’eliminazione dei fusti esistenti senza un piano trasparente e immediato di ripiantumazione impoverisce la qualità della vita dei residenti. La rigenerazione urbana non può limitarsi all’uso delle motoseghe, ma deve passare dalla tutela, dalla cura e dall’integrazione del patrimonio verde già presente, per offrire a cittadini e turisti uno spazio vivibile e davvero sostenibile.












