La scadenza ordinaria era fissata al 30 aprile 2026, ma per i contribuenti che non hanno ancora trasmesso la dichiarazione IVA relativa all’anno d’imposta 2025 resta aperta una possibilità di regolarizzazione. La normativa consente infatti di presentare il modello entro i 90 giorni successivi al termine previsto, quindi entro il 29 luglio 2026. Il ritardo comporta una sanzione, ma attraverso il ravvedimento operoso è possibile ridurre sensibilmente l’importo da versare. Restano inoltre importanti chiarimenti sulla gestione del credito IVA e sulla possibilità di correggere eventuali errori con una dichiarazione integrativa.
Invio tardivo entro 90 giorni: la dichiarazione resta valida
Chi non ha presentato la dichiarazione IVA entro il 30 aprile 2026 ha ancora una finestra temporale per regolarizzare la propria posizione. L’articolo 2, comma 7, del D.P.R. n. 322/1998 stabilisce infatti che le dichiarazioni trasmesse entro i 90 giorni successivi alla scadenza sono considerate valide. Per il 2026, quindi, il termine ultimo per l’invio tardivo sarà il 29 luglio. Superata questa data, invece, la situazione diventa più complessa e la dichiarazione rischia di essere considerata omessa, con conseguenze fiscali più pesanti. Per questo motivo è fondamentale rispettare il limite dei 90 giorni e intervenire tempestivamente in caso di ritardo.
Sanzioni e ravvedimento: quanto si paga in caso di ritardo
La presentazione oltre il termine ordinario comporta una sanzione amministrativa pari a 250 euro. Tuttavia, il contribuente può ridurre notevolmente l’importo attraverso il ravvedimento operoso, uno strumento che consente di regolarizzare spontaneamente le violazioni fiscali beneficiando di una riduzione delle somme dovute. Nel caso specifico della dichiarazione IVA tardiva entro i 90 giorni, la sanzione può scendere a 25 euro, pari a un decimo dell’importo minimo previsto. Un aspetto particolarmente importante riguarda l’eventuale credito IVA maturato dal contribuente.
La presentazione tardiva della dichiarazione, se effettuata entro i 90 giorni previsti dalla legge, non impedisce di utilizzare il credito in compensazione, purché siano rispettati tutti i requisiti richiesti. Resta possibile anche l’apposizione del visto di conformità , quando necessario per compensare crediti oltre determinate soglie. La valid dalla normativa. Una possibilità che permette di limitare l’impatto economico del ritardo, a condizione che la regolarizzazione avvenga nei tempi stabiliti.
Credito IVA e compensazioni: cosa cambia con la dichiarazione tardiva
Un aspetto particolarmente importante riguarda l’eventuale credito IVA maturato dal contribuente. La presentazione tardiva della dichiarazione, se effettuata entro i 90 giorni previsti dalla legge, non impedisce di utilizzare il credito in compensazione, purché siano rispettati tutti i requisiti richiesti. Resta possibile anche l’apposizione del visto di conformità , quando necessario per compensare crediti oltre determinate soglie. La validità della dichiarazione consente quindi di mantenere i principali effetti fiscali dell’adempimento, evitando che il ritardo comporti automaticamente la perdita dei benefici collegati al credito.
Dichiarazione integrativa: come correggere errori e recuperare somme
La dichiarazione integrativa rappresenta lo strumento previsto per correggere eventuali errori o omissioni presenti nella dichiarazione già trasmessa. Può essere utilizzata sia quando il contribuente ha indicato un’imposta superiore rispetto a quella dovuta, sia quando ha dichiarato un credito inferiore a quello effettivamente spettante.
Attraverso l’integrazione è possibile aggiornare la propria posizione fiscale e recuperare eventuali somme attraverso la detrazione nelle liquidazioni periodiche, la compensazione con altri tributi oppure, quando previsto dalla legge, la richiesta di rimborso. La dichiarazione integrativa può inoltre essere utilizzata per modificare la scelta effettuata inizialmente sulla gestione del credito IVA, offrendo maggiore flessibilità nella pianificazione fiscale.
Fino al 2031 per correggere la dichiarazione IVA 2026
Per la dichiarazione IVA 2026 relativa al periodo d’imposta 2025, il contribuente avrà tempo fino al 31 dicembre 2031 per presentare una dichiarazione integrativa, purché siano rispettati i termini previsti dalla normativa sull’accertamento fiscale. La regola consente quindi un margine temporale molto ampio per correggere errori, recuperare crediti o modificare le modalità di utilizzo delle somme spettanti. La possibilità di intervenire anche a distanza di anni rappresenta uno strumento importante per contribuenti e professionisti, ma richiede attenzione alle scadenze e alle modalità previste per evitare limitazioni nell’utilizzo dei crediti.









