Fare il pieno di carburante in Sicilia torna a essere un salasso per le tasche degli automobilisti. Negli ultimi giorni si sta registrando un vero e proprio boom di aumenti sui prezzi di benzina e diesel, che fa sentire i suoi effetti sia sulla rete ordinaria sia, in modo ancora più marcato, lungo le tratte autostradali dell’Isola. Una situazione che rischia di appesantire non poco i bilanci delle famiglie e dei lavoratori pendolari, proprio nel pieno della stagione estiva e dei grandi spostamenti.
I rincari più consistenti si rilevano sui distributori presenti lungo le arterie autostradali siciliane, dove il costo al litro per la modalitĆ servito ha toccato picchi preoccupanti. L’impennata dei listini non risparmia nemmeno il self-service, con medie regionali in costante salita che allontanano sempre di più la Sicilia dalle aree più economiche del Paese. A incidere sul prezzo finale contribuiscono non solo le oscillazioni del mercato petrolifero internazionale, ma anche i costi logistici e le criticitĆ storiche legate all’insularitĆ .
Il caro-carburante non rappresenta comunque un problema isolato per chi si mette al volante, ma minaccia di innescare un pericoloso effetto domino sull’intera economia locale. L’aumento del gasolio impatta infatti in modo diretto sui costi dell’autotrasporto, settore chiave per l’approvvigionamento dei beni di prima necessitĆ nell’Isola, con il rischio concreto di ripercuotersi sui carrelli della spesa. Allo stesso tempo, l’aggravio sui costi di viaggio colpisce duramente sia i residenti sia i turisti che scelgono di spostarsi in auto per raggiungere le localitĆ balneari e culturali. Di fronte a questa ennesima stangata, le associazioni dei consumatori e le categorie di settore tornano a chiedere controlli più stringenti sulla filiera dei prezzi e interventi mirati per calmierare i listini ed evitare speculazioni.












