
I recenti disagi che hanno paralizzato il traffico aereo in Sicilia a causa delle emissioni di cenere vulcanica continuano ad alimentare il dibattito politico sulla gestione delle emergenze. Sull’argomento è intervenuta duramente Jose Marano, capogruppo di ControCorrente all’Ars e vicepresidente della commissione Ambiente, Territorio e Mobilità all’Assemblea regionale siciliana, chiedendo un cambio radicale di rotta.
Secondo la deputata, lo scalo di Catania-Fontanarossa accoglie milioni di passeggeri ogni anno e rappresenta uno snodo fondamentale per il turismo dell’isola, motivo per cui il caos voli registrato nei giorni scorsi dimostra che l’impatto dell’attività eruttiva ha una portata vastissima che non può più essere affrontata con approssimazione.
La parlamentare regionale ha rilanciato una proposta già presentata l’anno scorso, evidenziando la necessità di una risposta strutturata e non estemporanea:
“La gestione di fenomeni legati al vulcano Etna non può più essere lasciata all’improvvisazione. In tantissime città del nord Italia vi sono i Piani neve per la gestione coordinata di uomini e mezzi in situazioni di emergenza legate a precipitazioni nevose o formazioni di ghiaccio. Anche per noi è arrivato il momento di fare i conti con fenomeni che non sono più così sporadici. Non possiamo più far finta di non sapere che viviamo ai piedi di un vulcano attivo”.
Per Marano è urgente ripensare la logistica e l’organizzazione degli scali siciliani. L’obiettivo primario deve essere quello di evitare che l’impossibilità di atterraggio o decollo a Catania si traduca nell’interruzione di servizi essenziali per i viaggiatori, i quali hanno invece il diritto a una continuità assistenziale e di mobilità.
Il comunicato stampa della capogruppo di ControCorrente si sposta poi su una forte critica politica rivolta ai vertici che gestiscono l’aeroporto di Catania:
“La Sac e chi la governa sono distratti dalla privatizzazione, affidata tra l’altro ad una figura pro tempore che è il commissario, dai posti di sottogoverno e non riescono a gestire i problemi legati alla mobilità dei siciliani. Le scene a cui abbiamo assistito all’aeroporto di Trapani, persone costrette ad attese estenuanti, o bloccate all’estero e impossibilitate a fare ritorno a casa, sono inaccettabili per un paese civile”.
L’esponente all’Ars ha concluso sollecitando l’avvio immediato di un tavolo di riflessione che veda il contributo di tutti gli attori del comparto dei trasporti, con lo scopo di arrivare a una gestione più flessibile dei voli e degli imprevisti legati all’Etna, a tutela sia dei cittadini siciliani sia dei flussi turistici che scelgono l’isola come meta delle proprie vacanze.
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