Categorie: Giurisprudenza

Almalaurea 2026, Giurisprudenza convince gli studenti: il 67% rifarebbe la stessa scelta

Nonostante un percorso lungo e impegnativo, quasi il 90% dei laureati si dichiara soddisfatto del corso e oltre l'80% intende continuare a formarsi dopo.

I nuovi dati Almalaurea relativi ai laureati in Giurisprudenza di Unict restituiscono l’immagine di un percorso universitario impegnativo ma capace di generare un elevato livello di soddisfazione tra gli studenti. L’indagine, condotta su 210 laureati e basata sulle risposte di 187 di loro, evidenzia caratteristiche interessanti sia sul profilo degli studenti sia sulle loro prospettive future, tra prosecuzione degli studi, ingresso nel mondo del lavoro e valutazione dell’esperienza universitaria.

Un corso a prevalenza femminile

Tra i laureati in Giurisprudenza le donne rappresentano quasi due terzi del totale (63,8%), mentre gli uomini si fermano al 36,2%. L’età media al conseguimento del titolo è di 26,5 anni. Oltre due studenti su tre si laureano tra i 23 e i 26 anni, ma resta significativa anche la quota di chi conclude il percorso a 27 anni o oltre (29,5%).

Dal punto di vista territoriale emerge una forte componente locale: il 65,7% degli studenti risiede nella stessa provincia della sede universitaria e un ulteriore 33,3% proviene da altre province della stessa regione. Solo l’1% arriva da altre regioni italiane.

Il profilo delle famiglie: oltre la metà ha almeno un genitore laureato

I dati mostrano una presenza significativa di studenti provenienti da famiglie con un elevato livello di istruzione. Il 52,4% dei laureati ha infatti almeno un genitore laureato, mentre nel 25,1% dei casi entrambi i genitori possiedono un titolo universitario.

Dal punto di vista sociale prevalgono le classi medio-alte: il 36,9% degli studenti appartiene alla classe elevata e il 31,6% alla classe media impiegatizia. Rimane comunque rilevante la presenza di studenti provenienti da contesti meno favoriti, considerando che il 46,5% non ha alcun genitore laureato.

Il dominio dei licei: uno studente su due arriva dal Classico

Il percorso verso Giurisprudenza passa quasi esclusivamente dai licei: Ben il 94,8% dei laureati possiede infatti un diploma liceale.

Tra questi spicca il liceo classico, scelto dal 50,5% degli studenti, seguito dal liceo scientifico con il 33,8%. Molto più contenuta la presenza di diplomati provenienti da istituti tecnici (4,8%) o professionali (0,5%).

Anche il rendimento scolastico appare elevato: il voto medio di diploma è pari a 89,3 su 100.

Un percorso universitario impegnativo

Uno degli aspetti più significativi riguarda la durata degli studi. Solo il 31,9% degli studenti riesce a laurearsi in corso, mentre il restante 68,1% accumula almeno un anno di ritardo.

La durata media complessiva degli studi raggiunge i 7,4 anni, con un ritardo medio alla laurea pari a 2,4 anni rispetto ai tempi previsti. Nonostante ciò, il rendimento accademico si mantiene su livelli soddisfacenti: il voto medio di laurea è di 103 su 110 e oltre un quarto dei laureati (27,1%) consegue il massimo riconoscimento con 110 e lode.

Anche la preparazione negli esami risulta solida, come dimostra la media del 26,3 su 30.

Esperienze internazionali e tirocini: margini di crescita

L’internazionalizzazione rappresenta uno degli aspetti più interessanti del percorso formativo. Il 15,5% dei laureati ha svolto un’esperienza di studio all’estero, prevalentemente attraverso programmi Erasmus o altre iniziative dell’Unione Europea.

Tra chi ha partecipato a questi programmi, il livello di soddisfazione è altissimo: il 93,1% dichiara di essere decisamente soddisfatto dell’esperienza. Inoltre, quasi tutti gli studenti che hanno studiato all’estero hanno ottenuto il riconoscimento degli esami sostenuti.

Più contenuta invece la diffusione dei tirocini curriculari, che hanno coinvolto il 17,6% dei laureati. Anche in questo caso, però, i giudizi sono molto positivi: l’85,2% si dichiara decisamente soddisfatto dell’esperienza svolta.

Lavorare durante gli studi resta una sfida

Il 42,2% degli studenti ha avuto almeno un’esperienza lavorativa durante il percorso universitario. Nella maggior parte dei casi si tratta di lavori occasionali, stagionali o part-time.

Per chi ha cercato di conciliare studio e lavoro, le difficoltà non sono mancate: quasi il 90% di coloro che hanno svolto attività lavorative continuative ritiene che gestire contemporaneamente i due impegni sia stato difficile.

Alta soddisfazione per il corso di laurea

Uno dei dati più significativi riguarda il giudizio complessivo sull’esperienza universitaria. L’88,7% dei laureati esprime una valutazione positiva del corso di laurea, sommando le risposte “decisamente sì” e “più sì che no”.

Molto apprezzati risultano anche i rapporti tra studenti, giudicati positivamente dal 90,9% degli intervistati. Buone valutazioni arrivano inoltre per le biblioteche, i servizi online e gli spazi dedicati allo studio individuale.

Più critici, invece, i giudizi relativi ai servizi di orientamento al lavoro e al job placement, che raccolgono percentuali di insoddisfazione piuttosto elevate.

Nonostante alcune criticità, il dato finale resta molto positivo: il 67,4% degli studenti sceglierebbe nuovamente lo stesso corso nello stesso ateneo, mentre nessuno dichiara che non si iscriverebbe più all’università.

Il futuro: prima la formazione, poi il lavoro

Il dato forse più sorprendente riguarda le prospettive post-laurea: Oltre quattro laureati su cinque (80,7%) intendono proseguire il proprio percorso formativo.

La scelta più frequente è il praticantato o tirocinio professionale (36,4%), seguito dai master universitari (18,2%), dalle scuole di specializzazione (11,2%) e dal dottorato di ricerca (7%).

Per quanto riguarda il lavoro, gli aspetti considerati più importanti sono l’acquisizione di professionalità (83,4%), le possibilità di carriera (82,4%), la sicurezza occupazionale (79,1%) e le prospettive di guadagno (79,1%).

Due terzi dei laureati (66,8%) manifestano inoltre una forte preferenza per il settore pubblico, mentre poco più di un terzo guarda con decisione al settore privato. La stabilità lavorativa emerge come una priorità assoluta: l’83,4% dichiara di preferire un contratto a tempo indeterminato.

Nel complesso, i dati Almalaurea delineano il profilo di una laurea impegnativa e caratterizzata da tempi di completamento non sempre brevi, ma capace di garantire un elevato livello di soddisfazione e una forte motivazione a proseguire il proprio percorso di specializzazione professionale.

Elisa Caruso

Studentessa di Giurisprudenza appassionata di giornalismo scrive per LiveUnict. I suoi interessi spaziano dalla letteratura all'arte fino alle battaglie sociali e all'attivismo. Collabora con la redazione live Unict dall'ottobre 2023.

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