
I nuovi dati Almalaurea relativi all’area Medico-Sanitaria e Farmaceutica restituiscono il quadro di un percorso universitario caratterizzato da una forte componente pratica, da ottimi risultati accademici e da una chiara vocazione professionale. L’indagine, realizzata su 342 laureati e basata sulle risposte di 310 studenti, evidenzia infatti un livello elevato di regolarità negli studi, una diffusione quasi universale dei tirocini curriculari e una forte volontà di proseguire la formazione anche dopo il conseguimento del titolo.
Dai dati emerge una realtà in cui la preparazione professionale rappresenta l’obiettivo principale degli studenti e in cui il collegamento con il mondo del lavoro inizia già durante il percorso universitario. Non mancano tuttavia alcune criticità legate ai servizi di orientamento e alle strutture di supporto, aspetti che gli studenti segnalano come aree sulle quali intervenire.
L’area Medico-Sanitaria e Farmaceutica si conferma uno degli ambiti universitari con la maggiore presenza femminile. Le donne rappresentano infatti il 74% dei laureati, mentre gli uomini si fermano al 26%.
L’età media al conseguimento del titolo è pari a 25,7 anni. Oltre il 64% degli studenti si laurea entro i 24 anni, mentre quasi un quarto conclude il percorso a 27 anni o oltre.
Dal punto di vista geografico emerge una forte componente locale: il 73,7% degli studenti risiede nella stessa provincia della sede universitaria e il restante 26,3% proviene da altre province della regione.
Uno dei dati più interessanti riguarda il profilo familiare degli studenti. Ben il 75,2% dei laureati proviene da famiglie nelle quali nessuno dei genitori possiede una laurea.
Solo il 24,2% può contare su almeno un genitore laureato e appena il 6,5% ha entrambi i genitori con un titolo universitario.
Si tratta di un elemento significativo perché dimostra come questi corsi di studio rappresentino una concreta opportunità di crescita professionale e sociale per molti giovani provenienti da contesti familiari non accademici.
La maggior parte degli studenti arriva dai licei, che rappresentano l’83,6% dei diplomi di provenienza.
Tra questi domina nettamente il liceo scientifico, scelto dal 47,1% dei laureati. Seguono il liceo classico (14%), il liceo linguistico (11,7%) e il liceo delle scienze umane (9,9%).
Più contenuta la presenza degli istituti tecnici, che rappresentano complessivamente l’11,1% degli studenti.
Il voto medio di diploma è pari a 86,4 su 100, segnale di una preparazione scolastica generalmente buona già prima dell’ingresso all’università.
Tra tutti i dati dell’indagine, quelli relativi alla riuscita negli studi sono probabilmente i più significativi.
L’84,8% degli studenti riesce infatti a laurearsi in corso, una percentuale particolarmente elevata nel panorama universitario italiano. Il ritardo medio alla laurea è di appena 0,4 anni e la durata complessiva degli studi si attesta a 3,3 anni.
Anche il rendimento accademico raggiunge livelli molto elevati. Il voto medio di laurea è pari a 107,4 su 110 e oltre il 71% dei laureati ottiene una valutazione superiore a 105.
Quasi un laureato su quattro (24,6%) conclude inoltre il percorso con 110 e lode.
A confermare la qualità della preparazione contribuisce anche la media degli esami, pari a 26,8 su 30.
Se c’è un dato che distingue chiaramente l’area Medico-Sanitaria e Farmaceutica dagli altri percorsi universitari è quello relativo alle esperienze pratiche.
Il 92,3% dei laureati ha svolto un tirocinio curriculare o un’attività riconosciuta dal corso di studio. Si tratta di una percentuale straordinariamente elevata che evidenzia quanto la formazione sul campo sia parte integrante del percorso accademico.
La maggioranza delle esperienze si svolge fuori dall’università, presso strutture sanitarie o realtà professionali convenzionate.
Anche il livello di soddisfazione è molto alto: oltre il 95% degli studenti esprime un giudizio positivo sull’esperienza di tirocinio, considerandola un elemento fondamentale della propria preparazione.
L’area sanitaria si distingue anche per l’intensità della partecipazione alle attività didattiche.
L’87,1% degli studenti dichiara infatti di aver frequentato oltre il 75% degli insegnamenti previsti. Una percentuale che testimonia il carattere fortemente pratico e laboratoriale di questi percorsi.
Quasi la metà degli studenti ha beneficiato di una borsa di studio, segnale dell’importanza degli strumenti di sostegno economico per favorire la prosecuzione degli studi.
Nel complesso il giudizio sull’esperienza universitaria è positivo.
L’80,3% dei laureati si dichiara soddisfatto del corso frequentato, mentre percentuali analoghe emergono per la valutazione delle attività didattiche e dei rapporti con i docenti.
Particolarmente apprezzato è il clima tra studenti: quasi il 90% esprime un giudizio favorevole sulle relazioni costruite durante il percorso universitario.
Non mancano però alcune aree di miglioramento. Le valutazioni meno positive riguardano soprattutto i servizi di orientamento al lavoro, il supporto alla ricerca di occupazione e alcune infrastrutture dedicate agli studenti.
Anche l’organizzazione degli esami raccoglie giudizi più critici rispetto ad altri aspetti dell’esperienza universitaria.
Nonostante ciò, il dato finale resta molto significativo: il 62,6% degli studenti sceglierebbe nuovamente lo stesso corso nello stesso ateneo, mentre oltre il 90% tornerebbe comunque a iscriversi all’università.
L’aggiornamento professionale rappresenta una priorità assoluta per questi laureati.
L’81% degli studenti dichiara infatti di voler proseguire gli studi dopo il conseguimento del titolo. Le scelte più frequenti sono i master universitari (33,9%) e le lauree magistrali biennali (32,6%).
Si tratta di un dato coerente con le esigenze del settore sanitario, dove la formazione continua è spesso indispensabile per accedere a ruoli specialistici e per mantenere elevate competenze professionali.
Le aspettative occupazionali dei laureati dell’area Medico-Sanitaria e Farmaceutica sono molto chiare.
L’aspetto considerato più importante nella ricerca del lavoro è la stabilità occupazionale, indicata dall’89,7% degli studenti. Seguono l’acquisizione di professionalità (87,1%), la coerenza con gli studi svolti (85,5%) e le prospettive di guadagno (83,9%).
A differenza di altri percorsi universitari, questi laureati mostrano una forte attenzione alla possibilità di svolgere attività coerenti con la formazione ricevuta. Non a caso il 59,7% dichiara di non essere disposto ad accettare lavori non attinenti al proprio titolo di studio.
Il settore pubblico resta il principale sbocco professionale desiderato, con il 77,7% degli studenti che manifesta un forte interesse verso questa area.
Anche la richiesta di stabilità è molto marcata: il 91% preferirebbe un contratto a tempo indeterminato, una delle percentuali più alte registrate nell’indagine.
Nel complesso, i dati Almalaurea delineano il profilo di laureati altamente motivati, con ottimi risultati accademici e una forte identità professionale. L’area Medico-Sanitaria e Farmaceutica si conferma così uno dei percorsi universitari più orientati alla pratica, alla continuità formativa e all’ingresso qualificato nel mondo del lavoro.
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