
I nuovi dati Almalaurea sui laureati in Economia di Unict fotografano una facoltà capace di attrarre studenti con profili diversi e di offrire prospettive concrete sia sul fronte occupazionale sia su quello della prosecuzione degli studi. L’indagine, che ha coinvolto 633 laureati e raccolto 591 questionari, evidenzia un elevato livello di soddisfazione generale, una forte propensione all’ingresso nel mercato del lavoro e una significativa continuità verso i percorsi magistrali.
Dall’analisi emergono alcuni elementi particolarmente rilevanti: una popolazione studentesca equilibrata tra uomini e donne, una buona regolarità negli studi, una diffusione significativa delle esperienze lavorative durante il percorso universitario e una forte fiducia nelle opportunità professionali offerte dal titolo.
Tra i laureati in Economia si registra una sostanziale parità di genere: gli uomini rappresentano il 50,4% del totale, mentre le donne il 49,6%.
Anche l’età alla laurea appare contenuta. L’età media è infatti di 24,8 anni e oltre il 64% degli studenti conclude il percorso entro i 24 anni. Solo il 15,2% arriva alla laurea dopo i 27 anni.
Dal punto di vista territoriale, la facoltà mantiene una forte connessione con il territorio di riferimento: oltre il 60% degli studenti proviene dalla stessa provincia della sede universitaria e quasi il 40% da altre province della regione.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda l’origine sociale degli studenti. A differenza di altri percorsi universitari tradizionalmente più selettivi, Economia presenta una forte capacità di attrarre giovani provenienti da contesti differenti.
Il 70,1% dei laureati non ha genitori laureati, mentre soltanto il 29,3% può contare su almeno un genitore con un titolo universitario. Si tratta di un dato che evidenzia come il corso rappresenti per molti studenti uno strumento di mobilità sociale e di crescita professionale.
Anche la distribuzione delle classi sociali risulta piuttosto equilibrata, con una presenza significativa sia delle classi medie sia delle famiglie appartenenti al lavoro esecutivo.
L’analisi dei diplomi di provenienza mostra una composizione molto più eterogenea rispetto ad altre facoltà.
I diplomati liceali rappresentano il 65,2% del totale, ma è particolarmente significativa la presenza degli istituti tecnici, che arrivano al 33%. Tra questi spiccano gli indirizzi economici, che da soli rappresentano il 26,9% dei laureati.
Il liceo scientifico si conferma invece il percorso più frequente tra i liceali, con il 40,6%, seguito dal liceo classico con il 12,2%.
Il voto medio di diploma si attesta a 87,9 centesimi, confermando un livello di preparazione scolastica generalmente elevato.
I dati relativi alla carriera universitaria mostrano una situazione complessivamente positiva.
Più della metà dei laureati, il 54,2%, riesce a concludere il percorso nei tempi previsti. La durata media degli studi è pari a 3,8 anni, con un ritardo medio di 1,2 anni rispetto alla durata legale del corso.
Anche i risultati accademici appaiono soddisfacenti. Il voto medio di laurea è di 100,2 su 110, mentre quasi un laureato su quattro (23,1%) consegue il massimo riconoscimento con 110 e lode.
Da segnalare inoltre che l’83,3% degli studenti si immatricola senza ritardi significativi rispetto alla conclusione delle scuole superiori.
Uno dei punti di forza del percorso di Economia è il collegamento con il mondo del lavoro.
Più della metà dei laureati (54,3%) ha svolto un tirocinio curriculare o un’attività lavorativa riconosciuta dal corso di studi. Le esperienze sono valutate molto positivamente: oltre il 96% degli studenti esprime un giudizio favorevole sul tirocinio svolto.
Ancora più significativo il dato relativo alle esperienze lavorative durante il percorso universitario. Il 60,2% degli studenti ha lavorato mentre frequentava l’università, una percentuale particolarmente elevata rispetto alla media di molti corsi di laurea.
Tra questi, il 35,7% dichiara che il lavoro svolto era coerente con il percorso di studi, segnale di un precoce inserimento nei settori professionali di riferimento.
Naturalmente non sono mancate le difficoltà: quasi l’80% di chi ha lavorato durante gli studi ritiene complesso conciliare attività professionale e universitaria.
Uno dei dati più positivi dell’indagine riguarda il livello di soddisfazione complessivo.
Il 90,3% dei laureati esprime infatti una valutazione positiva del corso di laurea. Le attività didattiche raccolgono giudizi favorevoli nell’86,8% dei casi, mentre i rapporti con i docenti vengono promossi da oltre l’86% degli intervistati.
Molto apprezzato anche il clima tra studenti: oltre nove laureati su dieci dichiarano di essere soddisfatti delle relazioni instaurate durante il percorso universitario.
Un altro indicatore particolarmente significativo riguarda la scelta dell’università. Il 75,1% degli studenti afferma che, potendo tornare indietro, si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso nello stesso ateneo. Sommando anche chi sceglierebbe ancora Economia ma in un’altra università, emerge un giudizio complessivamente molto positivo sull’esperienza vissuta.
I laureati in Economia mostrano un buon livello di competenze informatiche.
Il 91% dichiara di possedere una buona conoscenza della navigazione internet e della comunicazione in rete. Elevate anche le percentuali relative all’utilizzo di software di produttività: il 76,5% padroneggia i programmi di videoscrittura, il 69,2% i fogli elettronici e oltre l’80% gli strumenti di presentazione.
Sul fronte linguistico, circa un laureato su due possiede una conoscenza dell’inglese almeno di livello B2 sia nella forma scritta sia in quella parlata.
Per molti studenti il percorso non si conclude con il conseguimento della laurea.
Il 67,7% dei laureati intende infatti proseguire gli studi e la scelta prevalente è quella della laurea magistrale biennale, indicata dal 52,5% degli intervistati.
Si tratta di un dato coerente con la struttura del percorso formativo in ambito economico, dove il completamento degli studi attraverso la magistrale viene spesso considerato un passaggio strategico per accedere a ruoli professionali più qualificati.
Guardando al futuro lavorativo emergono priorità molto chiare.
Gli aspetti più importanti nella ricerca di un’occupazione sono le possibilità di carriera (82,7%), le prospettive di guadagno (82,4%), la stabilità del posto di lavoro (79,9%) e l’opportunità di acquisire nuove competenze professionali (79,5%).
A differenza di altri percorsi universitari, i laureati in Economia mostrano una maggiore apertura verso il settore privato. Il 61,3% dichiara infatti un forte interesse a lavorare nelle aziende private o ad avviare un’attività autonoma, mentre il 50,6% guarda con favore anche al settore pubblico.
La stabilità resta comunque una priorità assoluta: l’86,3% preferirebbe un contratto a tempo indeterminato e oltre il 64% considera positivamente formule di smart working e lavoro da remoto.
Nel complesso, i dati Almalaurea restituiscono l’immagine di una facoltà dinamica, strettamente collegata al mondo del lavoro e capace di garantire elevati livelli di soddisfazione tra gli studenti. Economia continua così a confermarsi una delle scelte universitarie più solide per chi cerca competenze spendibili, opportunità professionali e prospettive di crescita nel medio e lungo periodo.
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