
Il 2 giugno 1946 i siciliani, come il resto degli italiani, vennero chiamati al voto, per decidere se riconfermare la monarchia o passare ad un Repubblica. Si trattò di un passaggio epocale. Nel giorno in cui l’Italia diventava Repubblica, noi siciliani continuavamo a guardare indietro, a guardare alla monarchia, ai Savoia. Il Sicilia quella data ha un sapore del tutto diverso.
I dati, a livello nazionale parlano chiaro: vinse la Repubblica con il 54,3% di voti, ben 12.718.641 persone preso una decisione rivoluzionaria! Ma analizzando la geografia del voto, tutto cambia. Al Nord Italia gli elettori che presero una decisione furono il 90,4%, al Centro con 89,7%, nel sud la percentuale scende al 87,9% e infine, nelle isole la percentuale si attesta al 89%. Bisogna però considerare che in tutto il Meridione e nelle Isole, specialmente in Sicilia, oltre la metà degli elettori votò per il Re. Non fu solo una questione politica ma una scelta sociale e culturale, forse dettata dalla paura dell’ignoto. Ma quanti siciliani andarono a votare, quale fu l’affluenza alle urne a Catania e provincia?
Il 2 giugno 1946 su 28.005.449 elettori, votarono 24.946.878 italiani, con un’affluenza totale del 89,08, .ci furono, inoltre, ben 23.437.143 schede valide, 1.146.729 schede lasciate bianche e 1.509.735 schede considerate non valide. La differenza così netta tra Nord e Sud Italia si deve alla presenza della resistenza partigiana, a Nord molto più sentita rispetto al resto del Paese.
Guarderemo ora i risultati delle province italiane che hanno avuto più riscontro per la Repubblica. Al primo posto figura Milano, dove solo il 542.141 dei cittadini votarono per la monarchia, si parla del 31,99%, che si scontra contro il 68,01% dei voti per la Repubblica (949.259 cittadini). Troviamo poi Torino, dove solo il 41,76% ha deciso di votare per la monarchia (350.883 cittadini) contro il 489.290 di votanti per la Repubblica. Al terzo posto figura invece Genova dove il 29,74% voto monarchia (162.485 cittadini), contro il 70,26% (383.879 cittadini) che scelse Repubblica. Si pone l’attenzione che la classifica tiene conto del numero dei cittadini presenti e votanti.
La provincia in Sicilia che ottenne più voti per la monarchia fu Messina, si calcola circa il 77,20% (238.783 voti), battendo la Repubblica (22,80% con 70.512 voti). Situazione analoga a Palermo, dove la monarchia ottenne il 73,03% (319.329 voti) contro il 26,97% repubblicano (117.921). A Caltanissetta, qui la Monarchia vinse con il 58,86% (75.677 voti) contro il 41,14% della Repubblica. A Siracusa, i Savoia ottennero il 58,82% (86.029 voti) e la Repubblica il 41,18% (60.218). Ad Enna la monarchia ottenne il 58,73% (62.131 di voti) e il 41,27% (43.656 voti). Ragusa si registrò un’affluenza 88,82%, 125.772 votanti), la Monarchia la spuntò per un soffio col 51,00% (60.457 voti) contro il 49,00% della Repubblica (58.082). Ad Agrigento, la monarchia vinse con il 50,40 % (108.706 voti). Traoani, rappresentò l’unica eccezione. . Nonostante l’affluenza più bassa della regione (82,89%, 205.710 votanti), la provincia premiò la Repubblica con il 52,87% (102.072 voti). La nostra città di Catania registrò un’affluenza del 85,54% con 385.162 votanti. Nello specifico vi furono 358.880 schede valide, 14.426 schede bianche e 26.282 schede considerate non valide. Anche a Catania vinse la monarchia con il 72,86% (261,474 voti), contro il 27,14% voti per la Repubblica (97.406 voti).
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