
L’estate meteorologica non è ancora iniziata, ma l’Europa sta già facendo i conti con temperature eccezionali: Un’ondata di caldo anomala e particolarmente intensa sta investendo gran parte del continente occidentale, con valori che in alcune aree superano anche di 15 gradi le medie stagionali di fine maggio. Dalla Spagna alla Francia, passando per Italia, Germania e Regno Unito, il protagonista assoluto di questi giorni è un vasto anticiclone subtropicale nordafricano che sta trasformando il volto della primavera europea.
In Italia il picco è atteso tra oggi e domani, con temperature fino a 36-37 gradi soprattutto al Nord, in particolare tra Lombardia ed Emilia-Romagna. Il Ministero della Salute ha già diramato il bollino rosso per diverse città, tra cui Bologna, Firenze, Torino e Roma, segnalando condizioni di rischio per la salute, soprattutto per anziani, fragili e persone con patologie croniche.
A generare questa situazione è una vasta area di alta pressione che si è espansa dal Nord Africa verso il Mediterraneo e l’Europa occidentale. Parlare genericamente di “anticiclone africano”, però, è una semplificazione, gli esperti spiegano infatti che la massa d’aria coinvolta non arriva esclusivamente dal Sahara, ma è il risultato di una combinazione di correnti atlantiche e aria subtropicale transitata tra il Nord Africa e il Mediterraneo.
Il fenomeno si sta evolvendo in quella che i meteorologi definiscono “cupola di calore”: una struttura atmosferica stabile che agisce come un coperchio, intrappolando l’aria calda e impedendo l’ingresso di correnti fresche e perturbazioni. L’aria, scendendo verso il basso, si comprime e si riscalda ulteriormente attraverso il cosiddetto riscaldamento adiabatico, amplificando le temperature al suolo.
Secondo i modelli del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF), i valori registrati in quota sono eccezionali per il periodo e in alcune aree potrebbero sfiorare record storici per il mese di maggio.
La situazione più critica riguarda il Centro-Nord italiano: Sulla Pianura Padana si prevedono temperature comprese tra 34 e 37 gradi, con punte locali particolarmente elevate nelle aree urbane. Milano, Torino, Bologna e Lodi saranno tra le città più colpite dall’afa.
Al Centro il termometro oscillerà tra 32 e 33 gradi, mentre la Sardegna potrebbe toccare i 34 gradi. Più contenuta, invece, l’anomalia al Sud, dove Sicilia e Puglia registreranno temperature sopra la media ma senza eccessi clamorosi.
Anche lo zero termico si mantiene molto alto, attorno ai 4mila metri, segnale evidente della straordinarietà della massa d’aria calda presente sull’Europa.
L’Italia non è l’unico Paese alle prese con questa ondata estrema: In Spagna sono attesi picchi fino a 40-42 gradi, valori più tipici di luglio inoltrato che della fine di maggio. In Francia si prevedono massime tra 37 e 38 gradi e le autorità hanno già lanciato allarmi sanitari dopo alcuni casi di malori e decessi legati al caldo.
Anche il Regno Unito sta vivendo giornate eccezionali, con temperature superiori ai 30 gradi e numerosi record storici mensili già battuti. Germania e Paesi Bassi si preparano invece a superare i 32-33 gradi.
Gli esperti sottolineano che ciò che rende questa fase particolarmente significativa non è solo l’intensità, ma soprattutto la precocità: siamo ancora a maggio e molte persone non hanno ancora avuto il tempo di adattarsi fisiologicamente al caldo estivo.
Le ondate di calore non sono una novità assoluta nella storia climatica europea: Ciò che sta cambiando è il contesto in cui si verificano. Oggi l’atmosfera terrestre è mediamente più calda rispetto a qualche decennio fa a causa del riscaldamento globale provocato dalle attività umane.
Questo significa che configurazioni atmosferiche simili a quelle del passato producono temperature molto più elevate: Anche il Mediterraneo e il Sahara registrano temperature superficiali sempre più alte, contribuendo a rafforzare gli anticicloni subtropicali.
Secondo diversi climatologi, inoltre, l’anticiclone africano sta progressivamente prendendo il posto dell’anticiclone delle Azzorre, che in passato garantiva estati mediterranee più miti e ventilate.
A influire potrebbe essere anche la debolezza del Jet Stream polare, la corrente d’aria che normalmente separa le masse fredde del Nord da quelle calde subtropicali. Un flusso più instabile e debole favorisce infatti la risalita dell’aria africana verso latitudini sempre più elevate.
Le previsioni indicano che il caldo persisterà almeno fino alla fine di maggio: Solo da venerdì l’anticiclone potrebbe mostrare i primi segnali di cedimento, permettendo l’ingresso di correnti più fresche da Nord-Est.
I primi temporali potrebbero svilupparsi sulle Alpi centro-orientali e successivamente interessare alcune aree della Pianura Padana, della Liguria e della Toscana. Tuttavia, secondo i modelli, l’alta pressione continuerà a dominare gran parte del Mediterraneo anche nei primi giorni di giugno.
Molti climatologi guardano già ai prossimi mesi con preoccupazione: I modelli internazionali suggeriscono infatti la possibile formazione di un fenomeno di El Niño particolarmente intenso, forse addirittura un “Super El Niño”.
El Niño è una fase climatica che si sviluppa nell’Oceano Pacifico tropicale ma che influenza il clima globale, contribuendo generalmente a un aumento delle temperature medie mondiali, se dovesse rafforzarsi nei prossimi mesi, potrebbe sommarsi agli effetti del cambiamento climatico già in atto.
Per il momento è ancora presto per capire quanto sarà estrema l’estate 2026, ma gli esperti concordano su un punto: episodi come quello di questi giorni potrebbero diventare sempre più frequenti, lunghi e intensi.
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