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Catania, ennesima corsa clandestina: nuova segnalazione all’influencer Rizzi

Nuovo video di corsa clandestina a Catania: cavalli, staffette e sfide social riaccendono l’allarme su illegalità e criminalità nel territorio.

Un nuovo video diffuso sui social riporta al centro dell’attenzione il fenomeno delle corse clandestine di cavalli nel Catanese, una pratica illegale che, nonostante anni di controlli, sequestri e indagini, continua a riaffiorare con inquietante regolarità. Le immagini, rilanciate dall’attivista animalista Enrico Rizzi dopo la segnalazione di una “talpa” anonima, mostrerebbero una gara tra calessini su strada pubblica, organizzata all’alba in un’area periferica non meglio identificata della provincia di Catania. Un contesto che, ancora una volta, unisce violazione delle norme, rischio per gli animali e un’apparente ostentazione pubblica della sfida alle istituzioni.

Un video tra sfida e illegalità: la gara su strada pubblica

Nel filmato, che ha rapidamente iniziato a circolare online, si vedono due calessini, uno verde e uno rosso,  lanciati in una corsa su un tratto di strada trasformato in pista improvvisata. A fare da contorno, motociclisti che affiancano i cavalli, urlano e suonano il clacson con il chiaro intento di incitare la competizione, assumendo il ruolo di staffette e “apripista” del percorso. La scena, secondo chi ha diffuso il video, sarebbe avvenuta su una strada secondaria che potrebbe collegare l’area etnea alle zone industriali o alle direttrici verso il Siracusano, ma la localizzazione esatta non è al momento verificabile.

A colpire non è solo la dinamica della corsa, ma anche il comportamento dei partecipanti: alcuni soggetti, infatti, appaiono a volto scoperto, quasi a voler rivendicare la propria presenza senza timore di conseguenze. Un elemento che, se confermato, contribuirebbe a rafforzare l’idea di una crescente normalizzazione di queste pratiche illegali e di una pericolosa sottovalutazione del rischio giudiziario. In alcuni fotogrammi si intravedono inoltre elementi che hanno sollevato ulteriori interrogativi, tra cui la possibile presenza di oggetti assimilabili ad armi e rumori riconducibili a colpi esplosi, circostanze che tuttavia non trovano al momento alcun riscontro ufficiale.

La denuncia social e il ruolo delle segnalazioni anonime

Il video è stato reso pubblico dopo essere stato inviato da un segnalatore anonimo all’influencer animalista Enrico Rizzi, che lo ha immediatamente rilanciato sui propri canali social accompagnandolo da una dura denuncia contro la persistenza del fenomeno. Nel suo intervento, Rizzi ha parlato di una situazione che evidenzierebbe la difficoltà di applicazione delle norme e la capacità dei gruppi coinvolti di continuare ad organizzare eventi illegali nonostante i controlli delle forze dell’ordine.

La diffusione del filmato sui social ha riacceso il dibattito pubblico sulla funzione delle piattaforme digitali in questo tipo di fenomeni, dove la condivisione di video non solo documenta, ma spesso amplifica la visibilità delle corse clandestine, trasformandole in una forma distorta di spettacolarizzazione della violenza sugli animali. Tuttavia, al di là della risonanza mediatica, resta centrale il tema della verifica dei contenuti e dell’accertamento delle responsabilità, che spetta esclusivamente alle autorità competenti.

Un fenomeno radicato tra controllo del territorio e illegalità

Le corse clandestine di cavalli nel territorio catanese non rappresentano un fenomeno isolato, ma un problema che negli anni ha assunto caratteristiche strutturali, con episodi ripetuti in diverse aree della provincia, dalle zone urbane più periferiche fino al Calatino. Diverse inchieste e operazioni delle forze dell’ordine hanno già documentato sequestri di animali, denunce e il coinvolgimento di soggetti legati a circuiti di scommesse illegali, evidenziando una rete organizzativa complessa e difficilmente estirpabile.

In questo contesto, secondo numerose analisi investigative e relazioni istituzionali, le corse assumerebbero anche una valenza simbolica legata al controllo del territorio e all’esibizione di potere, con il cavallo che diventa elemento di prestigio e riconoscimento all’interno di determinati ambienti criminali. La dimensione social, inoltre, aggiunge un ulteriore livello di complessità: video e dirette contribuiscono a diffondere e rafforzare l’immagine di queste competizioni, alimentando una narrazione parallela fatta di sfide, visibilità e consenso distorto.

Tra indagini aperte e una risposta ancora insufficiente

Nonostante l’intensificazione delle attività di controllo da parte di polizia e carabinieri, il fenomeno delle corse clandestine continua a riproporsi con una frequenza preoccupante. Le operazioni condotte negli ultimi anni hanno portato a interventi significativi, con il sequestro di cavalli e l’individuazione di stalle abusive, ma non sono riuscite a interrompere del tutto la catena organizzativa che alimenta queste gare illegali.

La nuova segnalazione si inserisce quindi in un quadro già noto alle autorità, che dovranno ora verificare l’autenticità del video e l’eventuale riconducibilità dei soggetti ripresi. Intanto, resta l’immagine di una strada trasformata in pista clandestina, dove la velocità diventa strumento di sfida e il rischio, per animali e persone, appare del tutto ignorato. Un copione che si ripete, tra indignazione pubblica e una realtà che continua a sfuggire al controllo definitivo.

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