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Sciopero dei Tir Sicilia: Schifani convoca gli autotrasportatori

Sciopero tir Sicilia! Cinque giorni di proteste riguarderanno le attività di tutti i porti commerciali dell'Isola. Le richieste degli autotrasportatori.

“I supermercati hanno un’autonomia di tre quattro-giorni, dopo, se non sarà trovata una soluzione, gli scaffali resteranno vuoti”, queste le dichiarazioni del segretario del Comitato trasportatori siciliani, Salvatore Bella, non usa giri di parole. “Rimarremo a casa a oltranza sino a quando non ci saranno date delle risposte”, replica l’Adnkronos. Al centro delle discussione il fermo indetto dal Comitato, scattato la scorsa notte: cinque giorni di serrata che interesseranno le attività di tutti i porti commerciali della Sicilia. Negli scali saranno congelate tutte le attività di carico/scarico dei semirimorchi dalle navi.

“Il 90% delle aziende che effettuano trasporto intermodale ha aderito al fermo”, assicura Bella. Una protesta confinata ai porti, perché “non ci saranno né blocchi né presidi stradali”. “Nessuno ci può obbligare ad andare a prendere i rimorchi dalle navi, non siamo un trasporto pubblico, ma dei privati e siccome a queste condizioni non ci conviene lavorare restiamo a casa”. A tal proposito per evitare un colpo mortale per l’economia dell’Isola, Schifani ha convocato il Comitato. Inoltre, nei prossimi giorni potrebbe arrivare anche la convocazione al Mit.

Le richieste degli autotrasportatori

La mobilitazione deriverebbe dall’Ets, spiega il segretario del Comitato trasportatori siciliani, la tassa ecogreen imposta dall’Europa ed estesa al trasporto marittimo: “Da due anni paghiamo circa 400 euro in più per viaggiare sulle navi, perché le compagnie di navigazione hanno trasferito le loro spese su di noi, facendo lievitare i nostri costi”.

A questo, osserva ancora Bella, “si aggiunge l’aumento del costo del carburante”. Un combinato disposto che “mette in ginocchio il sistema di trasporto, in particolare quello siciliano”. Bella conferma la “disponibilità a confrontarsi con la Regione Siciliana”, apprezzandole la disponibilità, ma, spiega “la soluzione può arrivare soltanto dal governo nazionale: ci siamo già confrontati col ministro Matteo Salvini e col viceministro Edoardo Rixi, aspettiamo le loro risposte”.

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