Categorie: Cronaca

Maxi frode sul gasolio nel Catanese: sequestro di circa 235.000 euro

Maxi frode sul gasolio scoperta dalla Guardia di Finanza: imprenditore di Adrano accusato di aver importato 400mila litri dall’Est Europa evitando le accise. Cinque indagati e sequestri per 235mila euro.

Una presunta maxi frode sul gasolio è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Catania al termine di un’indagine coordinata dalla Procura etnea. Al centro dell’inchiesta un imprenditore di Adrano del settore trasporti e logistica, accusato di aver ideato un sistema per importare in Italia grandi quantità di carburante dall’Est Europa evitando il pagamento delle accise. L’operazione ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di cinque persone e al sequestro di beni per circa 235.000 euro.

Il presunto sistema per aggirare le accise

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’imprenditore avrebbe importato complessivamente circa 400.000 litri di gasolio da raffinerie dell’Europa orientale. Il carburante sarebbe stato trasportato in Italia su gomma o su rotaia utilizzando documenti falsi che ne attestavano la natura di “liquido bio anticorrosivo”, un prodotto esente da imposte.

Grazie a questa falsa classificazione, il gasolio sarebbe stato introdotto nel territorio nazionale senza il pagamento delle accise previste per i prodotti energetici destinati all’autotrazione. Un sistema che, secondo la Procura di Catania, avrebbe consentito di ottenere consistenti vantaggi economici.

Cinque indagati e operazione della Guardia di Finanza

L’inchiesta ha portato all’emissione di provvedimenti nei confronti di cinque persone, ritenute a vario titolo coinvolte nel presunto meccanismo fraudolento. Le indagini sono state condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Catania, che ha eseguito un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari.

I finanzieri hanno operato in diverse province italiane; Catania, Siracusa, Enna, Cesena e Roma, sequestrando beni e strutture riconducibili agli indagati. Nel dettaglio sono stati posti sotto sequestro 143.000 litri di prodotti energetici, un deposito ritenuto abusivo, sette tank container, trattori stradali, semirimorchi e 58 cisterne utilizzate per il trasporto del carburante.

Il ruolo delle società e il carburante agricolo

Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe inoltre utilizzato gasolio agevolato destinato all’agricoltura, che beneficia di aliquote fiscali ridotte rispetto a quelle previste per i mezzi di trasporto su strada. Il carburante sarebbe stato ottenuto con la collaborazione di altri soggetti e di una cooperativa con sede nel territorio etneo.

Questo prodotto, destinato esclusivamente alle attività agricole, sarebbe stato invece utilizzato per alimentare i mezzi aziendali della società di logistica, permettendo così ulteriori risparmi sul piano fiscale.

Sequestri e misure cautelari

Al termine delle indagini, il Gip del Tribunale di Catania ha disposto diverse misure cautelari. Per due degli indagati è stato stabilito l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre per altri tre è stato imposto il divieto di esercitare attività d’impresa.

Contestualmente è stato disposto il sequestro di tre società di Adrano ritenute coinvolte nel sistema illecito, fino alla concorrenza di 235.000 euro. Una delle aziende è stata sequestrata anche per responsabilità amministrativa dell’ente, poiché secondo la Procura il presunto meccanismo fraudolento sarebbe stato realizzato nell’interesse e a vantaggio della società stessa.

Le indagini proseguono per chiarire tutti i passaggi della filiera e verificare eventuali ulteriori responsabilità.

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