
Modello 730/2026: con la pubblicazione del modello 730/2026 e del relativo Provvedimento attuativo dello scorso 27 febbraio, prende ufficialmente il via la nuova campagna dichiarativa, con la scadenza di invio fissata al 30 settembre 2026 per i redditi percepiti nel 2025. Nello specifico, l’effettiva operatività inizierà, come di consueto, con la disponibilità della dichiarazione precompilata nell’area riservata dei contribuenti. Tuttavia, dalle istruzioni già pubblicate emergono diversi cambiamenti che interesseranno detrazioni, imponibile e agevolazioni fiscali. Di seguito tutti i dettagli.
Il modello 730 conferma la sua centralità per lavoratori dipendenti e pensionati, offrendo un metodo semplice per compilare la dichiarazione dei redditi senza doversi confrontare con calcoli complessi. I rimborsi, quando spettano, arrivano direttamente in busta paga o nella pensione, di norma a partire dall’estate, mentre eventuali imposte da versare vengono automaticamente trattenute dal datore di lavoro o dall’ente previdenziale, semplificando notevolmente gli adempimenti per i contribuenti.
Inoltre, quest’anno si consolida la riforma che ha ridotto gli scaglioni IRPEF da quattro a tre: il nuovo sistema, già sperimentato in precedenza, entra a pieno regime e diventa il riferimento per tutte le dichiarazioni relative al 2026. Parallelamente, viene potenziata la detrazione per i redditi da lavoro dipendente più bassi: per chi non supera i 15 mila euro annui, l’agevolazione sale a 1.955 euro, rafforzando il sostegno fiscale alle fasce di reddito più vulnerabili.
Sul fronte opposto, la riforma rafforza i limiti ai benefici fiscali per i contribuenti con redditi medio-alti. Le spese detraibili non vengono più riconosciute per intero, ma vanno calcolate applicando un coefficiente su un importo base che diminuisce all’aumentare del reddito: 14 mila euro per chi dichiara tra 75 e 100 mila euro, 8 mila euro per chi supera i 100 mila euro. L’importo così determinato viene poi adeguato in funzione dei figli a carico, con coefficienti crescenti che considerano la composizione della famiglia. Rimangono escluse da queste limitazioni alcune spese considerate essenziali, tra cui quelle sanitarie, gli investimenti in start-up e PMI innovative e gli oneri per mutui, assicurazioni o lavori edilizi sostenuti entro il 2024.
Le regole sulle detrazioni familiari subiscono modifiche importanti. I benefici fiscali non sono più riconosciuti per i figli oltre i 30 anni, a meno che non siano disabili. Restano invece valide per i figli tra i 21 e i 30 anni, a prescindere che siano naturali, adottivi, in affido o nati fuori dal matrimonio, e senza limiti di età in presenza di una disabilità certificata. Per gli altri familiari a carico, la detrazione viene limitata esclusivamente agli ascendenti conviventi. Inoltre, i contribuenti non appartenenti all’Unione europea o allo Spazio economico europeo non possono beneficiare delle detrazioni per familiari che risiedono all’estero.
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