Categorie: Altri sport

Oltre il traguardo: come il catanese Orazio Fagone ha riscritto la storia delle Olimpiadi Invernali

Fagone, l'oro di Sicilia: dallo Short Track alla sfida paralimpica, l'uomo dei due mondi

Nato a Catania nel 1968, Fagone rappresenta un’anomalia meravigliosa: un siciliano che si innamora della velocità sui pattini in una terra di sole. La sua carriera si divide in due vite distinte, separate da un tragico destino ma unite da una forza di volontà fuori dal comune.

1. La prima vita: il re dello Short Track

Fagone è stato uno dei pionieri dello Short Track (il pattinaggio di velocità su pista corta) in Italia. In un’epoca in cui questa disciplina era ancora semisconosciuta, lui portò il calore della Sicilia sul ghiaccio mondiale.

  • L’oro olimpico: il momento più alto della sua carriera arriva ai Giochi di Lillehammer 1994, dove vince la medaglia d’oro nella staffetta 5.000 metri insieme a Maurizio Carnino, Diego Bertoldi e Hugo Herrnhof.

  • Il dominio mondiale: non solo Olimpiadi; Fagone è stato pluricampione del mondo, collezionando successi che lo hanno reso una leggenda della disciplina.

2. L’incidente e la svolta

Nel 1997, all’apice della carriera e mentre si preparava per le Olimpiadi di Nagano ’98, la sua vita cambia drasticamente. Un gravissimo incidente in moto gli causa l’amputazione di una gamba. Per molti sarebbe stata la fine della carriera sportiva, ma per Orazio è stato solo l’inizio di una nuova sfida.

3. La seconda vita: il Para Ice Hockey

Dopo un periodo di riabilitazione, Fagone non abbandona il ghiaccio. Decide di rimettersi in gioco in uno sport durissimo: l’Ice Sledge Hockey (hockey su slittino).

  • Torino 2006: Proprio nell’edizione italiana dei Giochi, Orazio fa il suo ritorno olimpico (stavolta ai Giochi Paralimpici). È un momento di un’intensità emotiva incredibile: l’ex campione olimpico che torna a difendere i colori azzurri in una veste nuova.

  • L’eredità: Diventa il volto e il motore del movimento paralimpico invernale italiano, partecipando anche ai Giochi di Vancouver 2010.

Perché è un simbolo per Milano-Cortina 2026?

Oggi Orazio Fagone è considerato un ambasciatore eterno dei valori olimpici. La sua storia viene spesso citata durante i preparativi per Milano-Cortina 2026 per spiegare che:

  1. Lo sport non ha barriere geografiche: Si può nascere a Catania e diventare i numeri uno al mondo sul ghiaccio.

  2. La resilienza è tutto: La transizione da campione olimpico a campione paralimpico è una delle parabole più ispiratrici dello sport italiano.

“Il ghiaccio non è freddo se lo hai dentro come passione.” – È questo il messaggio che Fagone lascia ai giovani siciliani che oggi guardano con curiosità verso le Alpi.

Redazione

Articoli scritti dalla Redazione.

Pubblicato da
Redazione

Articoli recenti

Dalle piste dell’Etna alle vette di Cortina: Il Cuore della Sicilia batte per le Olimpiadi 2026

Chi l’ha detto che le Olimpiadi Invernali sono un affare riservato solo a chi è…

5 Febbraio 2026

Sant’Agata 2026, il giro interno della processione: il programma

Si è concluso ieri il giro esterno ella processione. Oggi, si attende con ansa, il…

5 Febbraio 2026

Nuovi fondi per la Sicilia dopo il ciclone Harry, Musumeci: “Nove comuni su dieci a rischio frana”

Ieri, 4 febbraio 2026, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare,…

5 Febbraio 2026

Misterbianco si accende: al via il Carnevale dei “Costumi più Belli di Sicilia”

Il fascino dei ricami, lo scintillio delle paillettes e l’energia travolgente di una tradizione secolare:…

5 Febbraio 2026

Ciclone Harry: al via i contributi per le imprese balneari e costiere

La Regione Siciliana accelera per sostenere le attività produttive colpite dal ciclone Harry. A partire…

5 Febbraio 2026

Il linguaggio dei fiori sul fercolo: perché i garofani di Sant’Agata cambiano colore?

Nel cuore della festa catanese, tra il fragore dei fuochi e le grida dei devoti,…

4 Febbraio 2026