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“Tu Sei Agata”: un’opera collettiva e un velo di memoria che cuce la città

Un progetto di arte partecipata ideato da Domenico Pellegrino trasforma ricami e memorie private in un’opera collettiva simbolo di forza e rinascita.

Tu sei Agata. Un filo da solo può spezzarsi. Ma intrecciato ad altri diventa forza, resistenza, comunità.

È da questa immagine semplice e potentissima che nasce Tu Sei Agata, il progetto di arte partecipata ideato dall’artista Domenico Pellegrino (classe ‘74) è un artista siciliano, scultore e creatore di installazioni urbane luminose
,che nel cuore della Festa di Sant’Agata, sta trasformando la memoria privata in patrimonio condiviso.

Un’opera collettiva che non si limita a essere osservata, ma chiede di essere costruita insieme, punto dopo punto, gesto dopo gesto, filo dopo filo.

Un’opera che nasce dalle persone

Tu Sei Agata è prima di tutto un processo collettivo. Un progetto corale che invita cittadine e cittadini, famiglie, scuole, comunità e associazioni a donare frammenti di tessuto, pizzi, merletti, ricami legati a storie personali e memorie familiari. Ogni frammento custodisce un racconto intimo: una dote tramandata, un gesto antico, un tempo domestico spesso invisibile. Cuciti insieme, questi frammenti diventano un’unica grande narrazione condivisa, capace di restituire alla città una memoria viva e tangibile.

Come sottolinea Dedalo Multimedia; “Tu Sei Agata è un progetto collettivo di arte partecipata che trasforma la memoria privata in patrimonio condiviso, attraverso tessuti, ricami e gesti tramandati, restituendo all’opera un valore umano, simbolico e profondo”.

Un’opera che nasce dalle persone e cresce nel tempo, seguendo il ritmo lento e profondo della cura.

Il velo: un chilometro di storie intrecciate

Al centro del progetto c’è la realizzazione di un velo lungo quasi un chilometro, composto da migliaia di elementi tessili donati da tutta Italia e dall’estero. Un corpo simbolico che prende forma grazie al lavoro di oltre cento donne, numerosi volontari e a una rete di sartorie: dalla Sartoria Collettiva di Catania nel quartiere San Cristoforo, alle cinque sartorie spontanee, fino ai laboratori nelle scuole che hanno coinvolto studenti, famiglie e docenti.

Il gesto del cucire, pratica antica, spesso femminile e silenziosa, viene qui elevato ad azione civica e linguaggio artistico contemporaneo. Ogni ele­mento porta con sé una sto­ria pri­vata, un tempo dome­stico, un gesto intimo; cuciti insieme, que­sti fram­menti diven­tano rac­conto con­di­viso, corpo sim­bo­lico, memo­ria che si fa mate­ria. Ogni punto diventa un atto di partecipazione, ogni filo un legame. Un filo da solo si spezza, ma un intreccio di fili diventa forza: una metafora che attraversa l’intero progetto e ne racchiude il senso più profondo.

Sant’Agata, simbolo di forza e identità contemporanea

In Tu Sei Agata, la figura della Santa non è distante né immobile. È presenza viva, forza che abita i corpi e i gesti quotidiani. Pellegrino riscrive l’immaginario agatino intrecciando tradizione e modernità, memoria collettiva e creatività personale, per celebrare una femminilità contemporanea fatta di consapevolezza, indipendenza e resistenza.

Accanto al grande velo, l’artista realizzerà anche un ritratto luminoso di Sant’Agata, secondo la sua cifra stilistica riconosciuta a livello internazionale: le luminarie reinterpretate come scultura e architettura di luce. Un dialogo tra Palermo e Catania, tra territori e identità, che diventa affermazione culturale e gesto di restituzione alla città etnea.

Il cammino collettivo nella festa

La giornata odierna ha segnato la prima apparizione pubblica dell’opera: un’anteprima simbolica e rituale. Circa trecento volontari porteranno una parte del velo, quasi 1km, lungo il percorso che da Piazza Duomo conduce a Piazza Stesicoro, inserendo l’azione artistica nel cuore della liturgia collettiva della Festa di Sant’Agata.

Non sarà l’opera conclusa, ma il suo ingresso nello spazio urbano, un attraversamento fisico e simbolico della città. Un gesto condiviso che ha già visto la partecipazione anche degli operatori del 118 della Regione Sicilia e del Corpo dei Vigili del Fuoco, a testimonianza di una comunità che si riconosce nei valori della martire: forza, libertà, dignità.

Un processo che continua nel tempo

Avviato il 3 febbraio dello scorso anno, Tu Sei Agata continua a crescere. Le donazioni resteranno aperte fino al 30 giugno, le sartorie e i laboratori proseguiranno, e un nuovo punto di raccolta sarà attivato presso la chiesa di Sant’Agata la Vetere. L’opera completa, il velo raggiungerà un chilometro e il ritratto luminoso, sarà presentata il 17 agosto, come restituzione finale di un lungo percorso partecipato.

Come afferma Domenico Pellegrin;, “Tu Sei Agata è un’opera che nasce dalle persone e cresce nel tempo”. Una dichiarazione che racchiude il senso profondo del progetto: Agata non come figura da venerare a distanza, ma come forza collettiva che prende forma nello spazio condiviso dell’agire.

Tu sei Agata

In un tempo che spesso frammenta e divide, Tu Sei Agata ricorda che l’identità non si afferma da sola: si tesse. Attraverso gesti lenti, mani che si incontrano, storie che si intrecciano. Filo dopo filo, punto dopo punto, la città riscopre il valore della partecipazione e della cura.

Tu Sei Agata è un progetto collettivo di arte partecipata che trasforma la memoria privata in patrimonio condiviso, attraverso tessuti, ricami e gesti tramandati;

E in quel velo che avanza tra le strade di Catania, non c’è solo un’opera d’arte: c’è una comunità che cammina insieme.

Dalila battaglia

Studentessa di Giurisprudenza con la penna affilata e uno sguardo curioso sul mondo. Unendo la passione del diritto alla scrittura giornalistica, crede che la giustizia sia la chiave per un futuro più equo, dove le leggi siano strumenti di cambiamento e protezione, e non di esclusione.

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