
Arriva la conferma per il referendum giustizia: il fuorisede non potranno votare! Infatti, per questa volta, non sarà prevista alcun tipo di estensione del voto per i 5 milioni di fuorisede. Se in occasione del referendum del 2025 su lavoro e cittadinanza era stata concessa la possibilità di votare anche a chi, per motivi di studio, lavoro o salute, si trovava temporaneamente domiciliato in un comune situato in una provincia diversa da quella di residenza, questa possibilità è stata abolita per i referendum sulla giustizia del 22 e del 23 marzo.
La commissione Affari costituzionali della Camera ha infatti bocciato tutti gli emendamenti delle opposizioni al decreto Elezioni, tra cui: le proposte di +Europa, Pd, Avs e Azione, che intendevano riconoscere il diritto di voto nel comune di domicilio agli “elettori che per motivi di studio, lavoro o cure mediche sono temporaneamente domiciliati in un comune situato in una provincia diversa da quella in cui si trova il comune nelle cui liste elettorali sono iscritti”. Il decreto è atteso in Aula a partire dal 2 febbraio.
Secondo la sottosegretaria Wanda Ferro, ci sarebbero stati “dei problemi tecnici dovuti ai tempi“. “Continueremo ovviamente con le sperimentazioni – ha aggiunto – ma con i giusti tempi e con la possibilità dei tanti Comuni italiani che in questo momento non potrebbero garantire quello che le procedure richiedono”. Ora 5milioni di italiani, per poter accedere ad un loro diritto, dovranno quindi pagare un biglietto aereo o ferroviario di andata e ritorno per tornare nel loro comune di residenza in occasione della consultazione.
“Una scelta che rende evidente come il governo abbia paura della democrazia e dei diritti. È uno schiaffo a tutti quei milioni di italiani che lavorano e studiano fuori dalla regione di residenza”, ha commentato il segretario di +Europa, Riccardo Magi.
“Il governo non vuole permettere ai cittadini fuorisede di votare al referendum e si nasconde dietro presunte esigenze tecniche. Si assuma la responsabilità di dire che questa è una scelta politica”, rimarca la deputata M5s Vittoria Baldino. “La verità è che hanno paura del voto libero dei cittadini. E chi ha paura ha già perso”, scrive sui social il senatore del Pd Marco Meloni.
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