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Catania, lavoro in nero e gravi irregolarità igienico-sanitarie: sequestrati 24 chili di alimenti

La task force della Polizia di Stato scopre lavoro in nero, violazioni igienico-sanitarie e irregolarità amministrative in due attività commerciali di Catania.

Catania; La sicurezza dei cittadini e la tutela dei lavoratori restano al centro dell’attività della Polizia di Stato a Catania. Nei giorni scorsi, una task force multidisciplinare ha condotto controlli a tappeto in due distinti esercizi commerciali della Playa e della Pescheria, portando alla luce gravi irregolarità.

Il bilancio dell’operazione non lascia dubbi: lavoro in nero, carenze igienico-sanitarie, violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e numerose irregolarità amministrative.

L’operazione dimostra come il controllo coordinato tra diversi enti pubblici sia uno strumento indispensabile per garantire legalità, protezione dei consumatori e rispetto dei diritti dei lavoratori in un contesto urbano complesso come quello catanese.

La task force e l’approccio integrato ai controlli

Questa operazione non è stata un semplice controllo di routine: è stata il frutto di un’azione concertata tra più realtà istituzionali. Squadre volanti della Questura, Divisione Anticrimine, Spresal, Servizio Igiene Pubblica e Veterinario dell’Asp, Corpo Forestale regionale, Ispettorato territoriale del lavoro e Polizia Locale hanno lavorato insieme in un unico obiettivo: verificare ogni aspetto delle attività commerciali, dalla sicurezza alimentare alla regolarità dei rapporti di lavoro, dalla conformità delle strutture alle autorizzazioni amministrative.

Playa, il bar-ristorante sotto la lente: un quadro di irregolarità diffuse

Il bar-ristorante di viale Kennedy rappresenta l’esempio più emblematico delle criticità riscontrate. Su sette dipendenti, tre erano completamente in nero, senza contratti regolari: una violazione grave che ha comportato una maxi sanzione di 8.500 euro e la sospensione immediata dell’attività fino alla regolarizzazione dei lavoratori. Ma le anomalie non si fermano qui.

In cucina, sono stati sequestrati 24 chili di alimenti privi di tracciabilità e non idonei al consumo umano, con una multa aggiuntiva di 1.500 euro, mentre l’omessa comunicazione degli ingredienti ai clienti ha comportato un’ulteriore sanzione di 2.000 euro. A queste si aggiungono quasi 10.000 euro di multe per carenze nella cassetta di pronto soccorso, attrezzature fuori norma, impianto elettrico non a regola e bombole GPL non stoccate correttamente.

La Polizia Locale, inoltre, ha rilevato difformità planimetriche, occupazioni abusive di suolo pubblico e violazioni di norme sui giochi e sulla segnaletica. L’immagine che emerge è quella di un’attività che operava con totale disattenzione verso la sicurezza dei lavoratori e dei clienti, con un impatto potenzialmente grave sulla salute pubblica, non è un caso isolato come evidenziato dall’articolo Catania, cibo scaduto e blatte in cucina: sequestro immediato del locale [VIDEO].

Pescheria, lo street food tra irregolarità e inadempienze persistenti

Non meno preoccupanti le criticità riscontrate nella zona della Pescheria, dove un ristorante specializzato in street food ha mostrato violazioni amministrative per un totale di 4.700 euro. L’ostruzione delle uscite di sicurezza, l’installazione abusiva di una tenda e l’occupazione del suolo pubblico oltre i limiti autorizzati sono solo alcuni degli elementi che rendono evidente una gestione superficiale e pericolosa dell’attività.

In aggiunta, il titolare non aveva ottemperato a prescrizioni già imposte da un precedente controllo, segnalando come la reiterazione di comportamenti irregolari rappresenti un rischio costante per la sicurezza dei cittadini e la tutela del lavoro. Questi controlli mettono in evidenza la necessità di vigilanza continua e rafforzano l’idea che la responsabilità della legalità deve essere condivisa, non lasciata al caso.

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