
Secondo l’ultimo rapporto diffuso dall’istituto di ricerca Invalsi, i livelli di apprendimento nella scuola italiana sembrano differenziarsi da regione a regione. Ma ciò che se ne evince è che i giovani comprendono sempre meno quello che leggono, soprattutto se si tratta di testi lunghi e articolati. Forse il risultato che la lettura stia lentamente diventato un passatempo per pochi, complice ormai l’utilizzo ossessivo degli smartphone e il consumo di contenuti sempre più veloci e semplificati.
In questo contesto, la comprensione di un testo scritto continua a rappresentare una grande difficoltà per la maggior parte degli studenti italiani. I dati raccolti, sono scoraggianti se si considera che questa problematicità non riguarda solo la sfera cognitiva, ma anche la partecipazione attiva alla vita sociale e politica e la libertà di informazione. D’altronde per ogni individuo, la capacità di analizzare criticamente e osservare in modo attento viene così progressivamente minata.
Si ricorda che la prova invalsi di italiano, in questo specifico caso, ha lo scopo “di misurare la capacità di comprendere un testo scritto – individuando informazioni al suo interno, ricostruendone il significato, riflettendo sul suo contenuto o sulla sua forma – e di utilizzare conoscenze ed esperienze acquisite per porsi in maniera linguisticamente consapevole di fronte a testi di varia tipologia”. Osservando i risultati raccolti dal 2018 ad oggi si osserva come tra il 2024 e il 2025 i punteggi ottenuti sembrino abbassarsi notevolmente. Risultati forse legati all’impatti che la pandemia da Covid 19 ha avuto sulla capacità di apprendimento nel medio e lungo periodo. A questo si aggiunge sia un cambiamento sociale, sempre più complesso e con il quale dover fare i conti che l’influenza sempre più diffusa delle tecnologie, a quali il giovani sembrano far affidamento in ogni ambito della loro vita.
Dai dati, si evince come ad essere sotto la media nazionale, attestata al 58,6%, di comprensione di testi italiani sia il Sud, che ottiene un punteggio di 55,1% e in particolare le Isole, che per il 2025 ottengono un punteggio pari al 48,6%!
La maggior parte delle regione del Sud riesce a raggiungere un risultato medio che le posizione sulla soglia che separa il livello 3 dal livello 2, ossia sul limite dell’adeguatezza. “Livello 3, l’allievo/a individua una o più informazioni fornite esplicitamente in una porzione ampia di testo, distinguendole da altre non pertinenti. Ricostruisce il significato di una parte o dell’intero testo ricavando informazioni implicite da elementi testuali (ad esempio punteggiatura o congiunzioni) anche mediante conoscenze ed esperienze personali. Coglie la struttura del testo (ad esempio titoli, capoversi, ripartizioni interne) e la funzione degli elementi che la costituiscono. Conosce e usa parole ed espressioni comuni, anche non legate a situazioni abituali. Conosce e utilizza le forme e le strutture di base della grammatica e la relativa terminologia”, questo quanto si po’ leggere nelle linee guida ufficiali.
La situazione precipita se si osservano i risultati ottenuti in Sicilia. Dove la maggior parte degli alunni raggiunge, con molta fatica, il livello 2, quindi, non in linea con i traguardi delle Indicazioni nazionali previsti al termine del primo ciclo d’istruzione. “Livello 2: l’allievo/a individua informazioni date esplicitamente in punti anche lontani del testo. Ricostruisce significati e riconosce relazioni tra informazioni (ad esempio di causa‐effetto) presenti in una parte estesa di testo. Utilizza elementi testuali (ad esempio uso del corsivo, aggettivi, condizionale, congiuntivo) per ricostruire l’intenzione comunicativa dell’autore in una parte significativa del testo. Conosce e usa parole ed espressioni comuni, anche astratte e settoriali, purché legate a situazioni abituali. Svolge compiti grammaticali in cui la conoscenza naturale e spontanea della lingua è supportata da elementi di riflessione sugli aspetti fondamentali della lingua stessa”.
La situazione del Sud e della Sicilia non migliora se si osservano i risultati ottenuti dagli alunni della secondaria. Anche in questo caso sia Sud che Isole si trovano sotto la media nazionale (62,4%). Nello specifico, nelle regioni del Sud si è ottenuto per il 2025 un risultato pari a 56,7% mentre le isole non 52,6%.
La Sicilia non riesce a superare il livello 1, il più basso! “Livello 1. L’allievo/a individua informazioni date in parti circoscritte di brevi testi nei quali gli argomenti trattati seguono una successione ordinata. Riconosce e localizza tali informazioni se queste sono riprese letteralmente nella domanda. Svolge tali compiti in testi vicini alla sua esperienza personale e di studio. Ricostruisce il significato di parole o di espressioni di uso abituale e sa riconoscere semplici relazioni logiche e linguistiche tra informazioni che sono collocate nella stessa parte di testo. Coglie le scelte stilistiche di un autore più frequentemente incontrate nel corso degli studi. Svolge compiti linguistici che richiedono soprattutto il ricorso alla propria conoscenza naturale e spontanea della lingua”. Di questi solo un 19,7% riesce a distaccarsi dal primo livello e raggiungere il livello 5, il più alto!
Dal rapporto nazionale Invalsi 2025 si evince come i risultati di comprensione del testo italiano si alzino se si considerano i licei classici scientifici e linguistici in questo caso nelle Isole del Sud, gli studenti sono riusciti ad ottenere ottimi risultati e riuscendo a superare la media nazionale, ottenendo un 76%. Tuttavia, sebbene questo dato possa rappresentare un motivo di parziale soddisfazione, va sottolineato che si tratta comunque del valore più basso registrato a livello nazionale. Negli altri licei la percentuale scende drasticamente al 53% anche in questo caso si tratta del risultato più basso registrato in tutta Italia.
La situazione appare ancora più critica se si analizzano i risultati di comprensione del testo degli studenti e delle studentesse degli istituti tecnici: in questo caso, solo il 40% dimostra di saper realmente comprendere ciò che legge. Un dato allarmante e con il quale dover far i conti proviene dagli istituti professionali, dove la percentuale scende al 13%. Ciò significa che solo una minima parte degli studenti è riuscita a comprendere un testo lungo e a comprenderne anche i collegamenti interni.
Si attesta quindi una maggiore difficoltà a concentrarsi anche per pochi minuti, sono perse del tutto le capacità analitiche e lo sviluppo di un pensiero critico. Tutto ciò diventa sempre più preoccupante e invalidante per la vita di questi giovani studenti, che potrebbero far fatica a distinguere il vero dal falso e partecipare attivamente alla vita sociale. Si mette a rischio, non solo la crescita individuale, ma anche la possibilità di interagire correttamente in modo consapevole e informato con il mondo che li circonda.
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