
Maturità 2026: l’esame di Stato si avvicina e cresce, giorno dopo giorno, l’attesa per l’annuncio ufficiale delle materie della seconda prova. Con la nuova riforma introdotta dal decreto-legge 127/2025, si prevede che le materie della seconda prova, quelle legate alle specifiche aree di studio, vengano annunciate con maggiore anticipo rispetto al passato, dando così agli studenti il tempo necessario per prepararsi. Di seguito tutte le novità a riguardo!
“Con decreto del ministro dell’Istruzione e del Merito – si legge nella nota ufficiale– sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline oggetto della seconda prova, nell’ambito delle materie caratterizzanti i percorsi di studio, l’eventuale disciplina oggetto di una terza prova scritta per specifici indirizzi di studio, le quattro discipline oggetto di colloquio, nonché le modalità organizzative relative allo svolgimento del colloquio medesimo. Per gli istituti professionali continuano ad applicarsi le specifiche disposizioni vigenti”.
Nello specifico, la riforma stabilisce che entro il 31 gennaio di ogni anno il ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) deve emanare un decreto per comunicare:
In altre parole, bisognerà attendere la fine di gennaio per conoscere le materie della seconda prova e le quattro materie che guideranno l’orale.
Questo sarà il primo esame di Stato guidato dalla nuova riforma. Introdotte importanti novità ma ciò che è certo è che le prove rimangono due: la prima prova di italiano, uguale per tutti gli indirizzi. e la seconda prova, che riguarda una materia specifica per ciascun indirizzo di studio.
L’esame orale, che esamina le conoscenze disciplinari, la capacità di fare collegamenti tra le materie, l’autonomia di pensiero e la maturità dello studente, subirà modifiche importanti. In particolare:
Con la riforma della Maturità, gli studenti ammessi all’esame con un 6 in condotta dovranno presentare, durante il colloquio, un elaborato critico su temi di cittadinanza attiva e solidarietà. Inoltre, la composizione della commissione d’esame cambia: non sarà più formata da sette membri, ma da cinque. La nuova struttura prevede un presidente esterno, due commissari esterni e due commissari interni.
Il punteggio finale dell’esame resterà in centesimi, con un massimo di 60 punti provenienti dalle prove scritte (20 punti per ciascuna) e 40 punti dal credito scolastico. Una novità significativa riguarda l’introduzione di un punteggio bonus: la commissione avrà la possibilità di assegnare fino a 3 punti extra agli studenti che raggiungono almeno 90/100 nel totale tra prove e credito scolastico.
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