L’inizio del 2026 porta subito una novità importante per il mondo della scuola: lo sciopero inizialmente previsto per giovedì 9 e venerdì 10 gennaio non si terrà più in quelle date. Con un avviso pubblicato il 5 gennaio 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha infatti comunicato lo spostamento ufficiale dell’astensione dal lavoro alle giornate di lunedì 12 e martedì 13 gennaio. La decisione arriva dopo la deliberazione della Commissione di Garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, che ha richiesto una modifica del calendario per garantire il rispetto delle norme che regolano le proteste nel settore pubblico. Le sigle sindacali coinvolte — CSLE, CONALPE, CONFSAI e FLP — hanno quindi adeguato la propria proclamazione, confermando le nuove date.
Chi partecipa allo sciopero
Lo sciopero riguarda l’intero comparto scolastico: docenti e personale ATA, sia a tempo determinato che indeterminato, appartenenti al settore Istruzione e Ricerca. L’astensione coinvolge non solo le scuole statali, ma anche quelle comunali, gli asili nido, le scuole dell’infanzia e gli istituti privati che rientrano nel perimetro del comparto. Si tratta quindi di una mobilitazione ampia, che potrebbe avere ripercussioni significative sul regolare svolgimento delle attività didattiche nelle due giornate interessate.
Cosa devono fare le scuole
Come previsto dalla normativa sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, le istituzioni scolastiche sono tenute a diffondere tempestivamente l’avviso al personale e alle famiglie, informando sulla possibile riduzione o sospensione dei servizi. Le scuole dovranno inoltre attivare le consuete procedure interne per monitorare l’adesione e garantire, per quanto possibile, la sicurezza e la vigilanza degli studenti presenti.
Perché lo sciopero è stato spostato
Il rinvio non è legato a motivazioni sindacali, ma a un adeguamento formale richiesto dalla Commissione di Garanzia. La normativa prevede infatti specifiche regole per evitare sovrapposizioni, eccessiva vicinanza con altre proteste o periodi sensibili dell’anno scolastico. Le organizzazioni sindacali hanno quindi scelto di rispettare le indicazioni, mantenendo comunque la mobilitazione prevista.
Cosa aspettarsi il 12 e 13 gennaio
Le due giornate potrebbero comportare disagi per studenti e famiglie, soprattutto nei servizi di accoglienza, vigilanza e nelle attività didattiche. Come sempre, l’effettiva portata dello sciopero dipenderà dal livello di adesione del personale, che sarà comunicato dalle singole scuole.













