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Esame di maturità 2026: tutte le novità su criteri, autonomia e valutazione degli studenti

Esame di maturità 2026: il nuovo esame valuta conoscenze, competenze e autonomia, con una griglia nazionale per garantire equità e criteri chiari ai commissari

Esame di maturità 2026: A partire dall’anno scolastico 2026/27, l’esame conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado cambierà ufficialmente nome: si chiamerà “Esame di Maturità”, come previsto dal decreto 127/2025, convertito nella legge n. 164 del 30 ottobre 2025.
L’esame non si limita più a valutare le conoscenze acquisite, ma punta a misurare la maturazione personale, l’autonomia e la responsabilità degli studenti. Inoltre, mantiene una funzione orientativa, finalizzata a supportare scelte consapevoli sul proseguimento degli studi o sull’ingresso nel mondo del lavoro.

Esame di maturità 2026: i criteri di valutazione

Per valutare concetti complessi come maturazione e autonomia, le commissioni faranno affidamento su una griglia nazionale di valutazione, infatti, come dichiarato da Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi Lazio e dirigente scolastica, “Alla luce delle precedenti ordinanze d’esame, è ragionevole attendersi anche per il futuro una griglia di valutazione del colloquio orale con valenza nazionale. Questo strumento è fondamentale, sia per garantire equità agli studenti, sia per offrire alle commissioni criteri chiari e condivisi”. Dubbiosa potrebbe sembrare la valutazione equa e oggettiva di maturità e autonomia dello studente ma, secondo la stessa Costarelli proprio qui la griglia si dimostrerebbe lo strumento più adeguato a disposizione delle commissioni: “Concetti come maturazione e autonomia possono avere molte interpretazioni; per questo una griglia nazionale dovrebbe individuare indicatori legati, ad esempio, alla capacità di rielaborazione personale, all’originalità degli approfondimenti, alla capacità di stabilire connessioni tra contenuti diversi e con apprendimenti pregressi”. 

Chiave del cambiamento della prova, è proprio il concetto di autonomia che sarà protagonista del nuovo esame di maturità. “L’autonomia – sottolinea Costarelli – si manifesta quando lo studente non si limita a ripetere in modo standard quanto appreso, ma dimostra di saperlo interpretare e rielaborare in modo personale. Anche collegamenti non esplicitamente richiesti, se pertinenti, costituiscono segnali importanti di maturità. Proprio per questo si auspica fortemente l’adozione di criteri nazionali, come già avvenuto in passato”.

Ambiti valutati e punteggi

Già lo scorso anno scolastico la griglia è stata un utile strumento, includendo diversi ambiti: l’acquisizione dei contenuti e dei metodi disciplinari, la capacità di collegare conoscenze su più discipline, l’argomentazione critica e personale, la padronanza lessicale e tecnica, e la comprensione della realtà in chiave di cittadinanza attiva.

In particolare, l’originalità e la rielaborazione dei contenuti vengono premiate con punteggi crescenti in base alla qualità dell’analisi, mentre la capacità di instaurare nessi tra materie diverse riflette la completezza della preparazione.

La valutazione mira quindi a valorizzare anche l’interpretazione autonoma dei contenuti, l’uso corretto del linguaggio tecnico e la capacità di riflettere sulle esperienze personali in una prospettiva civica, confermando così l’importanza di criteri nazionali chiari e condivisi per garantire equità e trasparenza.

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