
Secondo i primi dati raccolti mancherebbero all’appello circa 70mila infermieri! A peggiorare il quadro anche il crescente disinteresse dei giovani: per la prima volta, al test nazionale per l’ammissione al corso di laurea triennale in Infermieristica si sono presentati meno candidati rispetto ai posti disponibili.
Per l’anno accademico 2025/2026 i posti messi a bando sono stati 20.699 (tra 41 atenei pubblici e vari istituti privati), ma le domande pervenute si sono fermate a 19.298. E come spesso accade, non tutti i candidati poi effettivamente si immatricoleranno, quindi i numeri reali rischiano di essere ancora più bassi.
Nei soli 41 atenei pubblici, le domande sono scese da 19.421 dello scorso anno a 17.215, a fronte di 18.918 posti disponibili: un calo dell’11% in un solo anno. Per le università private i dati sono ancora in fase di stima. In alcune aree si registrano veri e propri crolli: a Roma, ad esempio, il numero di domande è diminuito di oltre il 30% rispetto all’anno precedente. Ma è soprattutto al Nord, in regioni come Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, che il rapporto tra domande e posti è particolarmente critico, con una media tra 0,6 e 0,7 candidature per posto. Al Sud, pur in presenza di un calo, si continua invece a registrare un numero di domande mediamente superiore ai posti disponibili, con un rapporto che varia tra 1,1 e 2,1.
Un possibile aumento delle iscrizioni potrebbe arrivare dal corso di Medicina! Infatti, circa il 20% degli studenti iscritti al semestre filtro ha indicato Infermieristica come seconda opzione, qualora non superassero il semestre di selezione e non riuscissero a proseguire il percorso in Medicina. Questo potrebbe offrire un parziale riequilibrio alla carenza di iscrizioni.
A fotografare in modo chiaro la fuga dei giovani dalla laurea in Infermieristica è Angelo Mastrillo, docente all’Università di Bologna ed esperto di riferimento nel settore, grazie alla sua rilevazione annuale sull’accesso a tutte le professioni sanitarie, non solo Infermieristica, ma anche Fisioterapia, Ostetricia, Tecnici sanitari e altre.
Secondo i dati aggiornati, per l’anno accademico in corso sono stati quasi 58.000 gli studenti che hanno presentato domanda per 33.695 posti complessivi a bando. Ma tra tutti i corsi di laurea in area sanitaria, Infermieristica è tra quelli che soffrono di più, con un numero di richieste in netto calo rispetto ai posti disponibili. Un altro dato preoccupante riguarda il numero effettivo di laureati: in media, solo il 70% degli iscritti porta a termine il percorso triennale.
Secondo le stime, entro il 2027 potrebbero laurearsi oltre 14.000 infermieri all’anno, ma si tratterebbe comunque di numeri non in grado di coprire il turnover, considerando il dato che ogni anno circa 25.000 infermieri vanno in pensione, secondo le proiezioni della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI).
Le cause strutturali di questa perdita di attrattività sono note da tempo e ben documentate: scarse prospettive di carriera, stipendi poco adeguati rispetto alle responsabilità crescenti, carichi di lavoro pesanti, difficoltà nel conciliare vita privata e lavoro, basso riconoscimento sociale e limitazioni nell’esercizio libero professionale, a differenza di molte altre professioni sanitarie.
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