Categorie: Catania

Operazione anti-caporalato a Catania, la CGIL: “Sistema ipocrita e sfruttamento legalizzato”

Il sindacato chiede controlli a tappeto e l’estensione delle responsabilità alle imprese principali: “Contratti solo sulla carta”

A seguito dell’operazione della Guardia di Finanza di Catania, che ha condotto all’arresto e ai domiciliari del legale rappresentante e del direttore commerciale di un supermercato affiliato a un noto marchio della grande distribuzione, la CGIL interviene con una dura nota.

Il segretario generale della CGIL di Catania, Carmelo De Caudo, e il segretario della Filcams CGIL, Davide Foti, denunciano un meccanismo ormai radicato: “Franchising e appalti a cascata hanno costruito un sottobosco di illegalità, in cui il marchio principale resta immune, mentre i lavoratori vengono sottopagati, precarizzati e privati dei diritti fondamentali”.

Contratti applicati solo formalmente

Il sindacato parla di un sistema che applica i contratti collettivi solo sulla carta, mentre nella realtà quotidiana si consumano violazioni sistematiche. “La grande proprietà si tutela con una facciata di legalità – continua la nota – ma la realtà è fatta di giovani sfruttati, pagati pochi euro l’ora, senza tutele e diritti”.

La CGIL ringrazia la Procura e la Guardia di Finanza per l’operazione, definendola “un segnale forte che conferma le denunce da tempo presentate”.

Richiesta di controlli a tappeto nel settore GDO

I segretari della CGIL e della Filcams chiedono ora che si proceda con controlli estesi su tutta la provincia di Catania e sull’intero comparto della grande distribuzione organizzata.

“Dietro le insegne note – denunciano – può nascondersi un vero e proprio caporalato urbano, in cui si perpetua lo sfruttamento grazie a meccanismi formalmente legali ma sostanzialmente oppressivi”.

Anche Alessandro Genovesi, responsabile nazionale CGIL per la contrattazione inclusiva e la lotta al lavoro nero, interviene sulla vicenda. “La condizione di sfruttamento è molto più diffusa di quanto si creda, e coinvolge spesso imprese serbatoio, cartiere, criminalità organizzata e riciclaggio”, afferma.

Genovesi rilancia la necessità di rafforzare la legge 231/2001 e l’articolo 603-bis del Codice Penale, invece di indebolirli, come in molti – denuncia – stanno cercando di fare. “Le vertenze e le denunce del sindacato devono essere prese sul serio. Servono più risorse e tecnologie per forze dell’ordine e magistratura”.

Il dirigente CGIL chiude l’intervento con un invito al mondo imprenditoriale: “Questa vicenda deve servire da stimolo per rivedere i modelli organizzativi e le politiche di fornitura. Le imprese devono assumersi la responsabilità di prevenire lo sfruttamento”.

Redazione

Articoli scritti dalla Redazione.

Pubblicato da
Redazione

Articoli recenti

Vivere e lavorare a Taormina: Four Seasons apre le selezioni per la nuova stagione

Dalle scene di The White Lotus alla realtà: il San Domenico Palace di Taormina, icona…

22 Febbraio 2026

Continua la fuga di cervelli: la Sicilia ha perso 7mila laureati in un anno

Il Sud Italia continua, anno dopo anno, a perdere sempre più abitanti e nello specifico…

21 Febbraio 2026

Sicurezza urbana: la Polizia Locale si rinnova con i monopattini Lime

Catania - Un nuovo servizio per Catania e i suoi cittadini,  il nuovo servizio Smart…

21 Febbraio 2026

Sant’Agata, le reliquie esposte per tutto il Giubileo agatino

In occasione del Giubileo agatino, la Cattedrale di Catania comunica che nella cappella di Sant'Agata…

21 Febbraio 2026

Catania, arriva l’onda verde in via Vincenzo Giuffrida: come cambia la viabilità e da quando

Un piano coordinato di interventi per evitare ingorghi e rallentamenti al traffico veicolare negli orari…

21 Febbraio 2026

FantaSanremo, torna la lega di LiveUniCT: come funziona

FantaSanremo 2026: scopri come iscriverti alla Lega LiveUniCT. Regole, bonus, malus e come creare la…

21 Febbraio 2026