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Ponte sullo Stretto, l’allarme del Pd: “Rischio infiltrazioni mafiose”

Ponte sullo Stretto, Armando Hyerace, segretario provinciale del Partito Democratico, solleva la prime preoccupazioni su possibili intrecci tra mafia e politica.

“Notizie come questa confermano quanto denunciamo da tempo: il progetto del Ponte sullo Stretto rappresenta una colossale operazione priva di trasparenza, che rischia seriamente di favorire infiltrazioni mafiose e uno sfruttamento incontrollato del territorio.” È quanto ha dichiarato Armando Hyerace, segretario provinciale del Partito Democratico, in riferimento alle preoccupazioni per possibili interessi criminali legati agli appalti della cosiddetta Grande Opera. Le sue parole arrivano all’indomani della notizia dell’indagine avviata dalla Procura di Caltanissetta, che ha coinvolto un esponente di primo piano della magistratura antimafia: Michele Prestipino Giarritta, attualmente procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia.

Favoreggiamento degli interessi mafiosi

Secondo quanto emerso, Prestipino avrebbe ricevuto un avviso di garanzia per l’ipotesi di reato di rivelazione di segreto d’ufficio, con l’aggravante di aver favorito indirettamente interessi mafiosi. A notificarglielo è stato il procuratore Salvatore De Luca insieme al suo team investigativo. La vicenda alimenta dubbi e sospetti attorno alla gestione degli appalti collegati al Ponte, riaccendendo l’allarme su potenziali intrecci tra criminalità organizzata e opere pubbliche.

La rivelazione del segreto riguarderebbe dettagli significativi delle indagini in corso condotte da diverse direzioni distrettuali antimafia. Tra questi, ci sarebbero informazioni riservate sull’uso delle intercettazioni e sul ruolo di coordinamento svolto, sin dall’inizio, dal procuratore nazionale antimafia, Giovanni De Gennaro. Queste informazioni sarebbero state condivise con due figure centrali coinvolte nel progetto del Ponte sullo Stretto di Messina: Giovanni De Gennaro, presidente del consorzio “Eurolink”, incaricato della realizzazione delle opere, e Francesco Gratteri, consulente della società “We Build”, che è il socio di maggioranza del consorzio.

Le dichiarazioni del Pd

“Le ultime notizie – commenta Hyerace – con boss che fanno incetta di terreni e società pronte a spartirsi subappalti milionari, sono gravissime e dimostrano quanto questa opera sia più utile alla criminalità organizzata che ai cittadini. Il Partito Democratico provinciale ribadisce con forza la propria netta contrarietà a un progetto che, oltre a essere insostenibile sul piano ambientale ed economico, rappresenta oggi un canale diretto per interessi illeciti e affarismi. Chiediamo l’immediato stop a qualsiasi attività connessa alla costruzione del ponte e l’intervento delle massime autorità giudiziarie e istituzionali per fare piena luce su quanto sta accadendo. Non possiamo permettere che una delle aree più delicate del Paese venga sacrificata sull’altare della propaganda e degli interessi mafiosi.  Chi continua a spingere per questa follia se ne assuma tutta la responsabilità politica e morale”, conclude Hyerace.

“Siamo di fronte all’ennesimo atto di sciacallaggio politico da parte del Partito Democratico, che tenta di sfruttare indagini ancora in fase preliminare per attaccare il ponte sullo Stretto, progetto strategico per il futuro della Sicilia e dell’intero Paese”.Ha dichiarato Cosimo Oteri, consigliere di Lega-Prima l’Italia, rispondendo alle recenti dichiarazioni di Armando Hyerace, segretario provinciale del Pd, riguardo a presunti rischi di infiltrazioni mafiose nel progetto del Ponte sullo Stretto. proseguendo: “è gravissimo e profondamente scorretto che senza alcun esito giudiziario Hyerace si erga a giudice, colpendo l’onorabilità di persone e istituzioni e screditando un’intera comunità”.

Oteri ha anche sottolineato che il Ponte sullo Stretto non è solo un’opera simbolica, ma un’infrastruttura fondamentale che porterà concreti benefici economici, occupazionali e di mobilità. “Bloccare questo progetto per ragioni ideologiche o per calcoli politici sarebbe un tradimento nei confronti del Sud”, ha concluso, aggiungendo che chiunque sia coinvolto in irregolarità legali dovrà rispondere nelle sedi appropriate, ma ha ribadito che non è accettabile condurre una campagna diffamatoria contro la Sicilia e l’opera sulla base di sospetti infondati.

 

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