Bonus giovani 2025: Via libera al nuovo bonus giovani. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, e il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, hanno firmato il decreto attuativo che introduce l’esonero contributivo per l’assunzione a tempo indeterminato degli under 35 che non abbiano mai avuto un contratto stabile. La misura rientra nelle disposizioni del decreto Coesione.
L’incentivo prevede un esonero dal versamento dei contributi previdenziali fino a 24 mesi, con un importo massimo di 500 euro al mese per ciascun lavoratore assunto a tempo indeterminato o per la trasformazione di un contratto a termine in uno stabile. Il beneficio è riservato esclusivamente ai datori di lavoro privati che assumono personale non dirigenziale
Per le aziende che operano nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, il limite dell’esonero sale a 650 euro mensili. Tuttavia, per accedere al bonus, i datori di lavoro non devono aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti all’assunzione.
Un aspetto importante riguarda la cumulabilità del bonus: non è compatibile con altri esoneri contributivi, ma può essere utilizzato insieme alla maxi-deduzione per nuove assunzioni introdotta con la riforma dell’Irpef (D.Lgs. n. 216/2023), prorogata fino al 2027.
Una criticità riguarda la decorrenza dell’agevolazione: gli incentivi non saranno validi per assunzioni effettuate dal 1° settembre 2024, ma solo per quelle avvenute a partire dal 31 gennaio 2025.
L’esonero contributivo è rivolto ai datori di lavoro privati che assumono giovani lavoratori con contratti a tempo indeterminato. Tuttavia, esistono delle esclusioni:
Per quanto riguarda i requisiti dei lavoratori, devono rispettare le seguenti condizioni alla data dell’assunzione:
Per finanziare la misura, sono stati stanziati 1,429 miliardi di euro all’interno del Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027. L’efficacia del provvedimento era subordinata all’autorizzazione della Commissione europea, che ha dato il via libera il 31 gennaio 2024, come previsto dall’articolo 22 del decreto Coesione.
Il decreto ora passa al vaglio degli organi di controllo competenti prima della sua definitiva attuazione.
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