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Università, beni confiscati alla criminalità saranno usati come posti letto per studenti

Università, uso dei beni confiscati alla criminalità, per la creazione di nuovi posti letto per gli studenti.

Quasi sembra un decreto PNRR, anche se tecnicamente non lo è. Il provvedimento d’urgenza su università, lavoro e ricerca, approvato ieri dal Consiglio dei ministri insieme al Decreto Albania, ha un impatto significativo, sia diretto che indiretto, sull’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che procede con qualche difficoltà. Un chiaro esempio è rappresentato dalle misure introdotte dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), in particolare per quanto riguarda l’housing universitario, settore che fatica a stare al passo con la domanda. Finora, infatti, le richieste per gli alloggi coprirebbero solo 10mila posti, a fronte dei 60mila necessari entro giugno 2026. Per cercare di accelerare questo processo, è stato deciso di potenziare ulteriormente il ruolo del Demanio, che avrà il compito di agevolare il reperimento delle strutture necessarie.

Viene autorizzata, dall’articolo 6, l’Agenzia ad assumere il ruolo di stazione appaltante per la progettazione e la realizzazione di residenze e alloggi universitari non solo su edifici statali, ma anche su beni confiscati alla criminalità organizzata. Inoltre, permette alla commissaria straordinaria, Manuela Manenti, di avvalersi, tramite convenzione e senza costi aggiuntivi per le prestazioni, della struttura tecnica del Demanio per la progettazione di beni ed edifici pubblici. Struttura che offrirà supporto tecnico per la realizzazione di studentati, inclusa la supervisione e il monitoraggio dell’avanzamento dei lavori.

Altro aspetto rilevante, che riguarda atenei e serviziali studenti, è l’articolo 7. Agevola il completamento del nuovo campus del Politecnico di Milano, situato nella zona di Bovisa, che includerà un parco Scientifico e un polo dell’innovazione.

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