Il riscatto laurea sarà disponibile pure nel 2024 ma ci sono dei cambiamenti: ecco di cosa si tratta nel dettaglio.

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Anche nel 2024 sarà disponibile l’opzione di riscatto della laurea. Ci sono dei leggeri cambiamenti apportati rispetto alle versioni precedenti del riscatto laurea: ecco di quali si tratta nello specifico.
È uno strumento che consente di uscire prima dal mondo del lavoro, attraverso il pensionamento, incrementando la propria anzianità contributiva che fu introdotto nel 1997. Prevede un riscatto solo per gli anni della durata legale del corso, escludendo completamente gli anni fuoricorso. Il periodo riscattabile va dal primo novembre dell’anno di immatricolazione al 31 ottobre dell’ultimo anno di durata legale prevista.
Sono riscattabili tutti i tipi di diplomi di laurea triennale, magistrale, specialistica o lauree a ciclo unico. Rientrano nelle opzioni anche i dottorati di ricerca ma i master pubblici e/o privati vengono tagliati fuori. Titoli di studio equipollenti conseguiti al di fuori dell’Italia saranno riconosciuti dal ministero dell’Università.
Chi può fare richiesta? Solo chi ha maturato un contributo all’interno della gestione previdenziale presso la quale intende far accreditare la contribuzione, eccezion fatta per i disoccupati.
Per chi ha studiato dopo il 1995, dal 2019 è attiva l’opzione del riscatto agevolato che prevede un costo fisso e inferiore. Pe chi ha studiato, invece, prima del 1996 deve optare preventivamente per il metodo del calcolo contributivo.
Il calcolo contributivo è un metodo a percentuale per il calcolo dell’onere, determinato applicando l’aliquota della contribuzione indennità vecchiaia e alla retribuzione percepita per 12 mesi precedenti alla domanda di rilascio.
Nel 2023 l’onere ammontava a 5,7mila euro per ogni anno di riscatto agevolato, mentre per il 2024 si attende la definizione da parte dell’Inps. L’onere in questo caso è lo stesso anche per gli inoccupati privi di pregressi rapporti di lavoro. Il riscatto agevolato comporta costi inferiore ma anche il rischio di assegni decurtati del 20-30%.
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