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Catania, governo sull’emergenza aeroporto: “Situazione non tollerabile”

A Catania emergenza aeroporto ancora viva. Il governo accende i riflettori su Fontanarossa ma, ad una settimana dall'incendio, normalità ancora lontana.

A una settimana dall’incendio che ha colpito il Terminal A dell’aeroporto di Catania, procurando gravi danni al turismo e disagi ai passeggeri, al momento pare non ci sia alcun spiraglio di luce che lasci pensare ad una imminente riapertura. Lo conferma l’allestimento della tensostruttura per ampliare il Terminal C sovraccaricato.

Trasporto aereo in Sicilia, dunque, nel caos, con voli cancellati e dirottati sugli altri scali siciliani e con l’arrivo di centinaia di migliaia di viaggiatori, con ritardi negli arrivi e partenze, nella consegna dei bagagli, a Trapani, Palermo e Comiso, oltre che a Catania.

Emergenza che va a propagarsi, quindi, anche negli altri aeroporti, come a Trapani, dove la situazione è critica e lo scalo è passato da 24 voli al giorno a oltre 100 con uno sforzo notevole da parte del personale e di tutti gli operatori collegati. E per raggiungere Catania sono serviti più di 100 pullman  ma questi pullman non sono collegati agli aerei in arrivo e molti viaggiatori hanno dovuto raggiungere Catania a spese proprie a volte anche con transfer costosissimi.

Botta e risposta tra Adolfo Urso e Renato Schifani. Il ministro del Made in Italy contesta la mancata programmazione e le carenze infrastrutturali. “Ormai è evidente che ci sia stata una mancata programmazione e che siano state carenti le verifiche sui programmi infrastrutturali, annunciati e mai realizzati — ha dichiarato Urso –. Il danno al sistema produttivo di Catania e della Sicilia orientale è grave, sia per l’impatto immediato, e non solo sul campo turistico nel pieno della stagione, sia per quello reputazionale, che rischia di perdurare nel tempo. È passata una settimana e ancora non è chiaro quando ritorneremo alla cosiddetta normalità“. Pronta la risposta del presidente Schifani che contesta le polemiche sollevate da Urso. “C’è chi, come il ministro Urso, preferisce alimentare sterili polemiche — ha risposto Schifani — adombrando dubbi su carenze infrastrutturali di un sistema aeroportuale che, ricordo al ministro, sino alla vigilia dell’incidente individuava in Fontanarossa un significativo hub internazionale, sia sotto il profilo dei movimenti aerei e passeggeri, che sulla qualità dei servizi di terra. Ancora una volta il ministro delle imprese e del Made in Italy — conclude —, interviene in modo scomposto, più a tutela di vicende localiste che nell’interesse dell’intero popolo siciliano”.

Intanto, il danno economico è grave e si stimano perdite di circa 40 milioni di euro al giorno in Sicilia.

 

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